martedì 16 marzo 2021

I GIOCHI DI UNA VOLTA

 



SECONDA RUBRICA PER MIRIAM 

I giochi di una volta…

La trottola 

 

Un gioco umile, la trottola era il passatempo dei bambini.

Di legno, a forma conica, con in punta (estremità inferiore) un perno d’acciaio, attorno alla trottola veniva avvolta (in modo da formare una spirale che va dalla punta di ferro alla parte più alta e larga) una corda che permetteva, nell’atto del lancio, di far ruotare la trottola. I ragazzi facevano vere e proprie competizioni per vedere chi riusciva a farla girare più a lungo. Molti ragazzi si procuravano il legno per la trottola e il falegname col tornio la creava . Il legno più pregiato era quello d’ulivo, mentre il faggio era meno quotato a causa della sua fragilità.

Anche a Condove alcuni ragazzi erano veri e propri giocolieri che riuscivano a far ruotare la trottola in ogni luogo; i miei compagni di scuola, forse meno bravi sui libri, erano molto invidiati perché avevano un’abilità eccezionale: la loro trottola, una volta lanciata, riusciva a girare sulle mani, sulle ginocchia, sulle punte delle scarpe. Le modalità di gioco erano diverse ma la più comune consisteva nel disegnare un cerchio sulla terra battuta del diametro di circa 1,5 metri; lanciando la trottola in rotazione all’interno del cerchio, chi riusciva a far uscire la trottola del cerchio continuava il gioco. Se la trottola dopo aver girato si fermava dentro il cerchio gli altri giocatori si accanivano a colpirla con la loro. Quindi se una trottola lanciata non riusciva a girare o ad uscire dal cerchio restava ferma a prendere i colpi delle trottole avversarie.

Si scagliava la propria trottola su quelle ferme nel cerchio, facendo in modo che il perno, agendo come un trapano, spaccasse il legno. Il perno dello sconfitto rappresentava l’ambito trofeo.

A volte succedeva che qualche trottola fragile si spaccasse e quindi si assisteva alla rabbia e alle lacrime del perdente e alle risate degli altri; per non correre simili rischi si ricorreva a trottole di legno molto duro.



 

GIOCO DA TAVOLO

 


SECONDA RUBRICA DE   ilPitoto: GIOCHI DA TAVOLO

Dixit

Benvenuti a tutti in questa secondo appuntamento della rubrica dedicata alla recensione di GDT (Giochi da Tavolo). In questo secondo articolo parleremo di un gioco adatto a tutti, che stimola la mente e che ci permette di passare da una mezzoretta fino a qualche ora di divertimento in compagnia. Questo gioco è stato gentilmente prestato per la recensione da Camunia Ludica, associazione ludica culturale con sede a Pian Camuno. Naturalmente non starò a rispiegare ogni singola sezione della recensione. Per maggiori informazioni andate a rileggervi l’introduzione dello scorso articolo 7 Rosso.

 

Info

·        Nome del gioco: Dixit

·        Tipologia: Gioco di carte

·        Età: 8+

·        Numero di giocatori: 3-6 (massimo 12 con le espansioni)

·        Durata partite: 30’

·        Autore: Jean-Louis Roubira e RégisBonnessée

·        Marchio: Asterion

·        Trailer: https://youtu.be/55pVef17NVg

·        Link Amazon: https://www.amazon.it/stores/page/BD85CD60-F9A8-4569-B47F-0FD5584A49DF?ingress=2&visitId=35063117-c136-4c5f-955f-6c6ea3e137a7&ref_=ast_bln

 

Regolamento

Dixit è un gioco dove la conoscenza degli altri giocatori è essenziale. L’obbiettivo è quello di ottenere il maggior numero di punti indovinando la carta del narratore e facendo in modo che gli altri giocatori indovinino la propria. La partita si conclude quando il mazzo è finito ed a quel punto chi ha il maggior numero di punti sarà il vincitore.

Ad inizio partita ogni giocatore riceve 6 carte in mano, ed a quel punto si comincia con il primo turno di gioco. Il turno è diviso in 5 semplici fasi.

Nella prima fase un giocatore qualsiasi sarà designato come Narratore; questi sceglierà una delle carte che ha in mano, penserà ad una parola o frase da abbinare ad essa e la metterà da parte.

Nella seconda fase gli altri giocatori faranno il processo inverso e, basandosi su ciò che è stato detto, sceglieranno a loro volta una carta dalla rispettiva mano.

Nella terza fase, in maniera anonima tramite apposite tessere, ogni giocatore differente dal narratore dovrà votare quale tra le carte appena rivelate in maniera casuale è la carta del narratore.

Nella quarta fase, dopo che tutti hanno votato si riveleranno i voti, e a seconda di essi verranno assegnati i punti. Non vi spiego i dettagli dei punti, vi basti sapere che il narratore guadagna tanti punti se qualcuno ma non tutti indovina la sua carta, quindi deve valutare bene l’indizio che fornirà ad inizio del turno. Invece gli altri giocatori dovranno prima di tutto indovinare la carta del narratore e, al tempo stesso, sviare gli altri giocatori, per fare in modo che essi cadano in errore e votino la carta del giocatore stesso.

Nell’ultima fase, semplicemente, si pesca fino a tornare a sei carte in mano e si passa al turno successivo con un nuovo narratore.

Le carte hanno uno stile di disegno molto astratto, e per far indovinare basta un piccolo dettaglio di esse.

All’interno della scatola è presente un Tracciato Segnapunti, 6 coniglietti segnapunti di colori differenti, 36 segnalini per il voto segreto (6 abbinati ad ogni coniglietto) ed in fine le 84 carte, fulcro del gioco, nonché piccole opere d’arte.

 

 

Modalità ed Espansioni

Nel regolamento sono incluse 4 differenti modalità per il gioco. Anche se più che modalità sono vere e proprie regole extra.
La prima è Il regolamento base sopracitato, dove abbiamo una versione standard del gioco e che varieremo con le regole successive.
La seconda modalità è la partita a 3 giocatori. Ovvero le regole per giocare se si è solamente in tre.
La terza invece è la regola Punteggio, dove si danno maggiori punti al Narratore ed al giocatore in questione quando solo un giocatore indovina la carta del Narratore.
La quarta è la regola Mimare o Cantare, dove invece di dire una semplice parola o frase si può dare appunto un indizio cantando una canzone o mimando un’azione. Per quest’ultima regola, io con i miei amici usiamo una nostra variante dove, non essendo cantanti professionisti, invece di cantare riproduciamo una canzone con il nostro cellulare. Ottima per chi è stonato come una campana come me.

 

Per quanto riguarda le espansioni, invece, ci possiamo sbizzarrire. Sono presenti 9+1 espansioni. Le nove espansioni “base” sono:

·        Dixit 2, Quest

·        Dixit 3, Journey

·        Dixit 4, Origins

·        Dixit 5, Daydreams

·        Dixit 6, Memories

·        Dixit 7, Revelations

·        Dixit 8, Harmonies

·        Dixit Anniversary

·        DixitMirrors

Oltre a queste nove esiste un’espansione speciale chiamata DixitOdyssey, che oltre ad aggiungere un mazzo di 84 carte come le precedenti, aggiunge le regole per giocare con più di 6 persone e contiene tutto il materiale necessario. Per intenderci questa scatola può sostituire direttamente la scatola base del gioco, ma attenzione che le carte saranno differenti da quelle del gioco base!

 

 

Qualità

Le carte hanno un’ottima qualità. La scatola è discretamente grande ma resistente ed include il tabellone segnapunti, rendendo utile la scatola stessa che solitamente non sappiamo mai dove mettere per non ingombrare il tavolo. Unica pecca, il segnapunti occupa gran parte dello spazio della scatola, dunque se comprerete dei copricarte per proteggerle dall’usura non saranno più facilmente inseribili nella scatola dando maggiori problemi.

 

Pro e Contro

·        Adatto a tutte le età

·        Semplice sia per esperti che novizi

·        Molte espansioni per variare il gioco tenendo le stesse regole base

·        Economico

 

·        Poco adatto a giocatori amanti della strategia

·        Senza espansioni si ritrova a giocare con sempre le stesse carte e quindi diventa ripetitivo

 

Pareri finali

Dixit è un ottimo gioco per passare serate in compagnia. Conoscere gli altri giocatori per sfruttare le passioni e conoscenze comuni è ciò su cui si basa il gioco stesso. Ma anche giocare con perfetti sconosciuti può essere un’esperienza interessante per conoscersi meglio e scoprire che una persona conosce come noi un riferimento che in pochi coglierebbero. Il gioco è divertente e dopo un paio di turni si entra subito nella mentalità perfettaper divertirsi ed il tempo sembrerà volare. Non per nulla Dixit ha vinto il premio Gioco dell’anno 2010.In fine ricordate che…

Un’immagine vale mille parole!

APPROVATO!


CONTENUTO DELLA SCATOLA



PREPARAZIONE GIOCO



NEL MEZZO DELLA PARTITA VINCE IL BLU

LIBRO DEL MESE (MARZO)

 

Percy Jackson e gli dei dell’olimpo – il ladro di fulmini  di Rick Riordan



      

 

   “non ho scelto io di essere un mezzosangue. 

Se state leggendo questo libro perché pensate di poterlo essere anche voi, vi do un consiglio: chiudetelo all’istante. Non dite che non vi avevo avvertito”

 

 Avevo già sentito parlare di questo libro da alcune mie amiche che avevano visto il film e dato che io il film non lo trovavo ho deciso di leggere il libro. Non so perché mi incuriosiva tanto ma ho sentito dire che c’erano parecchie differenze tra libro e film e io ho deciso di fare un confronto.

 

Questo libro sono più che sicura che vada nella categoria fantasy, anche se sono certa che alcuni hanno sognato di far visita al campo mezzosangue.

 

Avevano ragione sulle differenze, ce ne sono un infinità: dalla causa del viaggio ai movimenti e al coinvolgimento dei personaggi, ma la trama è comunque curiosa: il libro ha come protagonista un ragazzo (appunto Percy) che scopre di essere il figlio di Poseidone e viene affiancato da un satiro per arrivare salvo al campo mezzosangue, l’unico posto sicuro per le persone come lui, già questa si rivela un impresa difficile perché gli altri dei dell’Olimpo gli danno la caccia per ucciderlo accusandolo di furto. Arrivato salvo al campo incontra il direttore che gli affida una missione: scendere negli inferi e cercare il vero colpevole. Lui ovviamente farà di testa sua e con il suo custode satiro e la figlia di Atena Annabeth partirà per l’Ade per una causa un po diversa.

 

Il tutto si svolge in America, partendo da Manhattan, passando per Long Island e arrivando a Las Vegas e ovviamente nei giorni nostri.

 

Il libro in media è stato valutato 4 su 5, sono piuttosto d’accordo con questa valutazione. Questo libro è piuttosto semplice e facile da leggere quindi adatto anche ai nuovi appassionati della lettura.

NOTIZIE LETTERARIE

 

Questo mese non possiamo non parlare di Dante Alighieri! Sì, perché dall’anno scorso, il Consiglio dei Ministero ha istituito la data del 25 marzo a ricordo del grande poeta.

Quest’anno ancor di più, poiché si celebra anche il settecentesimo anno di morte del Sommo Poeta.

 

Per gli interessati vi segnalo che l'editore Emons mette gratuitamente a disposizione in forma libera (solo per la giornata del 25 marzo) alcune cantiche della Divina Commedia lette da Vittorio Sermonti; sono disponibili sia pillole di 30 secondi (scaricabili a questo link <https://we.tl/t-xakisGeotT> ) che il primo canto integrale (a questo link <https://we.tl/t-a7Q6XTqvnx> ).

 


Tra i diversi libri, vi segnalo il libro che viene definito il frutto di una magia: l'ultimo, sorprendente e coltissimo libro di Rita Monaldi e Francesco Sorti, autori per Solferino di Dante di Shakespeare. Più che un libro, una bella operazione culturale che, proprio nell'anno che celebra Dante, la coppia di scrittori (insieme anche nella vita) ha realizzato con in mente un obiettivo "folle": mettersi "nella penna" di Shakespeare (immaginando il ritrovamento di un dramma perduto del Bardo) per rappresentare in una trilogia teatrale la vita del Sommo Poeta, intrecciandola alla Divina Commedia. In questo primo volume (qui si racconta l'Inferno, seguiranno poi Purgatorio e Paradiso entro due anni),  Stratford mette in scena  l'infanzia e la giovinezza di Dante, tra avventure e disavventure, tradimenti, lotte, incubi e visioni. Ecco l’intervista degli autori all’ANSA: "Questo progetto è nato dalla passione più viscerale, dall'impulso di introdursi nelle vene di grandi profeti come Shakespeare e Dante per 'completare' la loro vita utilizzando il loro stesso sangue.
Perché a Shakespeare, che ha tanto preso dalla Divina Commedia, un dramma su Dante mancava proprio! E a Dante mancava qualcuno che sapesse raccontarlo come una cosa viva, come solo Shakespeare era in grado di fare. Ad un certo punto quindi le loro strade si sono necessariamente incontrate dentro di noi", spiegano gli autori intervistati.

Come vi siete preparati per un libro che è anche un'impresa così ambiziosa? "Immergendoci fino al collo nei drammi di Shakespeare e nello sterminato campo della dantistica. La vulgata degli studi danteschi ci restituisce l'immagine di un Dante e di una Commedia quasi impossibili da rappresentare con successo. Dovevamo trarne lo spettacolo epico che ne avrebbe fatto Shakespeare, ma ben badando a mantenere l'attendibilità storica".

Qual è stata la maggiore difficoltà incontrata? "Ci siamo arrampicati come due pulci sulle vesti di Dante e Shakespeare, per scrutare lo stesso panorama che era alla loro portata. Su di loro vengono presentate pubblicazioni ogni giorno. Stare al passo con questo dialogo secolare è impresa sovrumana. Su ogni aspetto abbiamo fatto una scelta ben precisa e dato una fondata interpretazione, come spieghiamo nelle appendici finali, sciogliendo anche qualche enigma. In fase di scrittura, con la mano di Shakespeare, abbiamo fatto emergere la sagoma dei protagonisti dalla tenebra delle notizie storiche".
Grazie a questo libro riusciremo a vedere rappresentata in tv la Divina Commedia? "La Rai ha annunciato al Cda e al MIA di voler fare la serie, ed è il momento giusto: mentre la BBC da decenni
esporta il suo Shakespeare in tutto il mondo, su Dante la nostra tv pubblica era ferma a un vecchio docudrama del 1965. Ma essendo adesso arrivata a capo di Rai Fiction una donna di letteratura come Maria Pia Ammirati, gli auspici sono ottimi".
Quali elementi accomunano Dante e Shakespeare? Spiritualità, predilezione per la forma teatrale, capacità di parlare all'uomo? "Tutte queste cose! Di Shakespeare colpisce il senso religioso, che non è dottrina, ma lezione morale, ammonimento, insegnamento. Allo stesso modo, Dante è uomo di teatro: la Commedia, ma è una scoperta dell'italianista Paolo De Ventura non nostra, nasce dal teatro popolare del Medioevo".

Forse un lettore esperto può cogliere meglio un testo così complesso. "Ci rivolgiamo a tutte le persone comuni. I nostri libri hanno sempre avuto più livelli di lettura. La vicenda umana di Dante è di per sé commovente: orfano in tenera età, con una malattia che lo rende socialmente indesiderabile, ma allo stesso tempo straordinariamente visionario. Non si svende mai al mainstream: in poesia è controcorrente, in politica è così idealista che si mette perfino contro il suo partito, in famiglia è la pecora nera che consuma il patrimonio per poter scrivere. Dante non è un raccomandato né un furbo, e neppure uno che ama l'aurea mediocrità. È come tantissimi italiani che se la cavano da soli. A parte ovviamente il suo genio, che è senza uguali".

Che tipo di lavoro avete fatto sul linguaggio? Vi siete posti il problema della traduzione se il libro verrà pubblicato in altri Paesi? "Avevamo una mission impossible: amalgamare la meravigliosa libertà espressiva di Shakespeare con i versi densissimi, spigolosi, scultorei di Dante. Quando Dante parla d'amore, lo deve fare con le parole non solo di Paolo e Francesca, ma anche di Giulietta e Romeo. Quando parla di guerra, con quelle di Enrico V. Quando degli spiriti e dell'Aldilà, con Macbeth e Amleto. È stato un lavoro immenso, perché per ogni occasione abbiamo dovuto trovare la quintessenza del pensiero shakespeariano e di quello dantesco. La traduzione per noi non è una novità. Viviamo in Austria e, dei nostri 11 libri, 8 sono stati pubblicati prima in traduzione che in italiano. In ogni pagina sentiamo anche il suono delle altre lingue".

FONTE: https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/libri/narrativa


LA RUBRICA DELL'UOVOBARBUTO (MARZO)

 Nel mondo del Cosplay: 

Intervista a  Purple-Harpy

https://www.youtube.com/watch?v=arkr5WQNb1Q

Benvenuti a Dietro la Maschera. Io sono Steven e questa è la rubrica dell’UovoBarbuto.

In questa seconda puntata continuiamo il viaggio nel mondo del cosplay. Dopo aver ascoltato una cosplayer professionista, oggi diamo spazio a chi, come la maggior parte, vive il cosplay come un hobby. Iniziamo subito con le presentazioni.



Salve a tutti. Mi chiamo Aurora, ho 29 anni e sono molto felice di conoscervi. Sono nata e vissuta a Napoli ma per motivi di lavoro mi sono trasferita in provincia di Novara. Il mio nome da cosplayer è Purple-Harpy.







Come sei entrata a conoscenza del mondo del Cosplay?


È successo molti anni fa, avevo amici e amiche che già erano in questo mondo e mi hanno trascinata, all’inizio però ero molto timida e preferivo andare alle fiere più per scattare foto a loro che fare cosplay, ma poi la cosa ha iniziato a prendermi, ho avuto dei bravi incoraggiatori e mi sono decisa.

Quale è stato il tuo primo cosplay? E perché proprio quello?

 


Il mio primo cosplay è stato un origina realizzato da me. Mother Death, un personaggio di una campagna di DnD, un gioco di ruolo, interpretato dalla sottoscritta. L’ho scelto semplicemente perché la trovavo, e trovo tutt’ora,  favolosa. Volevo darle vita e sentirla vicino a me e non solo come personaggio immaginario e magari farla conoscere anche ad altre persone, insomma volevo iniziare con qualcosa di mio e ancora oggi la porto in qualche fiera, migliorandola sempre di più.

 




Creare un cosplay richiede molte energie. C’è stato un cosplay in particolare che ha richiesto da parte tua un grande impegno? Normalmente crei tutto da sola o hai qualcuno che ti aiuta?

 


Un grande impegno? Ma credo proprio Mother Death, fu la mia prima scelta ma anche la mia prima maledizione. Io e la mia compagna abbiamo ancora gli incubi la notte per tutte le piume incollate (più di 3000 piume). Poi c’è stata Hana, un’altra mia original steampunk, che aveva un grosso braccio meccanico e fu davvero dura realizzarlo. Poi ho realizzato cose più semplici, sia original che non e ammetto che spesso, soprattutto ultimamente causa orari di lavoro, ho dovuto chiedere molte volte una mano sia alla mia compagna, che non smetterò mai di ringraziare, che a persone esterne per commissioni. Preferisco realizzare dei cosplay su misura che prenderne confezionati.

 

Hai davanti a te una persona che vorrebbe approcciarsi al mondo del cosplay ma non sa dove iniziare né come scegliere il personaggio da interpretare. Come la consiglia?

 


Per l’approccio prova a iniziare con un gruppo di amici che condividono questa passione, non per forza portando personaggi della stessa serie ma anche diversi per divertirsi insieme. Per la scelta direi qualsiasi che ama e le piaccia oppure che senta vicino a sé per milioni di motivi, fregandosene di cosa possono dire le persone (sei troppo basso/a, grasso/a etc.).

 




Per te cosa significa essere una cosplayer?

 









Avere la libertà di esprimere la propria arte in tanti modi differenti
, ognuno di noi in questo campo è bravo in qualcosa che sia: Crafting (creazione oggetti), make-up, sartoriale, interpretativo o tutto insieme. Si riesce quindi a portare qualcosa dall’immaginario al reale utilizzando le nostre abilità, un modo per dipingere di tanti colori una monotonia grigia che a volte la vita può riservarci; anche se per poco, usciamo da certi schemi che non ci piacciono. Quindi sì, per me essere una Cosplayer è questo, dar vita a qualcosa che ci rende felici.




Grazie ad Aurora per essere stata con noi in questa seconda puntata. 

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Dall’Uovobarbuto è tutto.












L'ANGOLO DELLA RECENSIONE TV (MARZO)

 


Recensione Atypical (2017 – 2021)

La serie tv è incentrata sulle vicende della famiglia Gardner composta da Elsa, Doug e i due figli adolescenti, Sam e Casey. Sam è un ragazzo con una grande passione per il mondo antartico e in particolare per i pinguini, tanto che nelle situazioni di stress per calmarsi ripete i nomi delle quattro specie principali. Indossa spesso cuffie antirumore, ama disegnare e ha un disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento. Ciò comporta delle difficoltà nelle relazioni, anche se non gravi, ma che a volte causano qualche fraintendimento. Conseguenza della sua mancanza di filtri è la sincerità con cui si rapporta agli altri. Questo atteggiamento tuttavia, per quanto imbarazzante in alcune occasioni, rende ciò che fa e i suoi sentimenti molto trasparenti. Nonostante alcune difficoltà in più che derivano dal suo disturbo, i problemi che il protagonista si trova a dover affrontare sono abbastanza comuni: i primi amori, episodi di bullismo, incomprensioni familiari e alcune novità che minacciano la sua routine. Ma grazie a una famiglia affiatata, anche se non perfetta, all’eccentrico amico e mentore Zahid e alla sua terapista, il giovane riesce a superare vari ostacoli.

Punto di forza della serie creata da Robia Rashid è il tono leggero, ma allo stesso tempo non banale della narrazione. Atypical è rivolto principalmente, anche se non in maniera esclusiva, a un pubblico giovane ed è molto attento a realizzare  una rappresentazione inclusiva, offrendo a un pubblico di adolescenti un racconto con protagonista un ragazzo diverso dal solito,  ma in cui allo stesso tempo è possibile immedesimarsi. La serie alterna abilmente momenti comici e drammatici. Capita di  sorridere per alcuni comportamenti di Sam, senza però che questo si traduca mai in una presa in giro nei suoi confronti.  Il risultato è una storia piacevole da seguire e molto dolce, ma allo stesso tempo in grado di far riflettere su tematiche importanti. Inoltre, la voce fuori campo del protagonista, che interpreta ciò che gli succede attorno basandosi sulle sue conoscenze del mondo antartico, crea interessanti parallelismi tra i comportamenti animali e quelli degli uomini, a volte accompagnandoli a tenerissimi disegni.


PILLOLE DI MODA (MARZO )

 

 

La bella stagione inizia a farsi sentire e subito arriva la voglia di leggerezza, anche nell’armadio … 

Nell'attesa di poter indossare pantaloncini o gonne corte vi presento quali sono i pantaloni di tendenza per la primavera e anche l'estate 2021. 

I primi protagonisti sono i pantaloni wide  leg o a palazzo, stretti in vita e sul sedere per poi scendere svasati sulla gamba fino a coprire la scarpa, sceglieteli in tessuti morbidi e freschi per essere più eleganti o  in jeans per tutti i giorni.
 

 Se volete seguire questo trend ma siete amanti delle forme più aderenti puntate sul taglio bootcut.







Altri protagonisti sono i pantaloni dal taglio dritto e morbido o i pantaloni a "carota"; prendeteli con degli strappi per avere uno stile più rock. 



Ritornano, poi, i pantaloni  a pinocchietto, da scegliere tra i più svasati o i  più aderenti del tessuto e del colore che ci valorizza di più.









AIDAN GALLAGHER

 

Carriera

Aidan Gallagher è un attore americano.

Il suo primo ruolo importante è stato interpretare uno dei quattro gemelli, Nicky Harper, nella serie televisiva comica Nickelodeon Nicky, Ricky, Dicky & Dawn .

Nel 2019, Gallagher ha iniziato a interpretare il Numero Cinque nella serie Netflix The Umbrella Academy, che è il suo ruolo rivoluzionario e gli ha portato un ampio riconoscimento.


Vita privata

Gallagher è attivo sulle questioni ambientali ed è stato difensore dei giovani per una serie di organizzazioni ambientali, tra cui Waterkeeper AllianceWild Aid e Oceanic Preservation Society . È stato nominato Ambasciatore di buona volontà delle Nazioni Unite per il Nord America nel 2018 quando aveva 14 anni, uno dei più giovani ambasciatori di buona volontà delle Nazioni Unite ad essere così chiamato. Gallagher è un vegano.






I CONSIGLI DELLA ZIA ISA (MARZO)

 


Ciao a tutti,  oggi vi darò qualche piccolo consiglio per preservare al meglio alcuni oggetti. Sono del parere che per fare in modo che le cose durino più a lungo sia necessario prendersene cura.

IL BOLLITORE: 


questo oggetto ha bisogno di essere liberato dal calcare più o meno frequentemente a seconda della durezza dell’acqua di casa. Per farlo riempitelo di acqua e aggiungete 2 dita di aceto bianco, quindi accendete e lasciate bollire l’acqua. Alla fine gettate il liquido (o meglio ancora usatelo per qualche lavoretto casalingo) riempite nuovamente il bollitore, portate a ebollizione e dopo averlo rivuotato asciugatelo per  bene, in questo modo il calcare sarà scomparso.


CAFFETTIERA ELETTRICA: 


per prolungare la vita della vostra caffettiera elettrica vi basterà aggiungere un poco di aceto bianco all’acqua prima di portare a ebollizione. Ripetendo questa operazione una volta al mese sgrasserete l’apparecchio dal calcare. Dopo il trattamento fate bollire nella caffettiera dell’acqua per un paio di volte, buttandola poi via per evitare di preparare un caffè al sapore di aceto.


GIAPPONE E DINTORNI (MARZO)

 

The Boy and 

               the Beast



Bentornati a tutti in questa rubrica di recensione dei film di origine giapponese.
In questo secondo articolo vi parlerò di un film del 2015 abbastanza sconosciuto in Italia da chi non è un appassionato del genere. L’articolo sarà gestito esattamente come l’articolo dedicato a Your name. e di conseguenza se ve lo siete perso vi suggerisco di andare a recuperarlo prima della lettura di questo.

 Info

·        Titolo: Bakemono no ko(The Boy and the Beast)

·        Genere: Animazione, Azione, Avventura, Fantasy

·        Anno: 2015

·        Durata: 119’

·        Regista: Mamoru Hosoda

·        Casa di produzione: Studio Chizu, Toho, Nippon Television Network Corporation

·        Distributore italiano: Lucky Red

·        Link Amazon: https://www.amazon.it/Boy-Beast-Mamoru-Hosoda/dp/B01JNVC9AA/

·        Trailer: https://youtu.be/FfKHwd5gaCc

 Panoramica

“The Boy and the Beast” è un’opera di Mamoru Hosoda. Il film, come tutte le opere originali di Hosoda, tratta l’argomento della famiglia sotto diversi punti di vista. Poco prima dell’uscita nelle sale giapponesi è stato anticipato da un manga composto da 4 volumi, che ripercorre tramite fumetto l’avventura proposta nel film.

 

Contesto e trama

Tokyo, giorni nostri. Il protagonista è un ragazzino scappato di casa a causa di diversi problemi familiari. L’assenza del padre, la morte improvvisa della madre, ed il cattivo rapporto con gli altri parenti fa scaturire un forte senso di frustrazione e rabbia nel ragazzino che decide di scappare. Mentre si aggira tra le strade dell’affollata metropoli, il ragazzo entra in contatto con un uomo bestia. Rimasto affascinato ed incuriosito dallo strano incontro, si mette a seguire quella creatura fino a ritrovarsi nella misteriosa città delle bestie. Lì, il ragazzo troverà una nuova casa ed una nuova famiglia con cui crescere e maturare. Il film ripercorre questa sua avventura, la sua crescita ed il conflitto che avrà fin da subito con il suo nuovo maestro, nonché secondo padre. Nella seconda parte del film, a sconvolgere la pace duramente ottenuta si manifesta un nuovo conflitto, questa volta interiore. Il protagonista perde la propria cognizione di sé, domandandosi se può essere considerato un umano, una bestia oppure direttamente un mostro.

 

Qualità grafica e Colonna sonora

La colonna sonora non spicca a livello artistico; buona musica ed ottime sensazioni, ma nulla di eccezionale. D’altro canto, sotto il punto di vista grafico l’intero film è un insieme di emozioni. Ottimi disegni, uniti ad una regia altrettanto eccellente, rende le scene di combattimento uno spettacolo per gli occhi. Lo stesso movimento dei personaggi è talmente ben fatto da trasmettere emozioni molto forti. Ridere o essere intimoriti per una scena grazie al semplice modo di muoversi del personaggio di turno non è affatto raro.

 

Caratterizzazione

I personaggi sono ben chiari e definiti. Ognuno ricopre il proprio ruolo nella pellicola in maniera eccellente. Bastano pochi istanti a schermo per capire il carattere di un personaggio appena introdotto. Naturalmente i due protagonisti hanno il loro sviluppo caratteriale dovuto alla relazione con gli altri personaggi permettendoci di vedere un ragazzino testardo e fastidioso diventare un vero uomo, anche se sotto certi punti di vista questa frase può valere per entrambi i protagonisti.

 

Il mio parere

Ho apprezzato molto The Boy and the Beast. Tratta in maniera abbastanza approfondita diversi temi quali il rapporto con la famiglia, l’insicurezza in noi stessi ed anche l’oscurità che alberga dentro ogni essere umano. Ma sta a noi conviverci e gestirla per non caderne vittima. Le scene di combattimento rendono appieno permettendo di comprendere immediatamente l’intensità dello scontro e la forza con cui vengono sferrati i colpi. In particolare lo sviluppo del protagonista sembra quasi rispecchiare la vita di una persona. Prima un bambino che scopre per la prima volta un mondo nuovo, poi un ragazzino che ha problemi a relazionarsi con il “padre”, successivamente un adolescente che oltre al pessimo rapporto con il padre inizia ad avere conflitti interiori su come dovrebbe essere la sua vita in futuro, e infine il ragazzo può essere definito un uomo adulto che è stato in grado di affrontare le difficoltà e maturare a livello emotivo.
Naturalmente secondo me è un ottimo film e logicamente ne consiglio la visione. Anche perché alcuni colpi di scena mi hanno decisamente sorpreso.

 

 

Critica e Botteghino

Il film ha avuto un enorme successo in Giappone, mentre all’estero il film è rimasto ignorato. Forse a causa della trama abbastanza lineare o a causa del fatto che l’autore tende a ribadire più volte la situazione aggiornata a cui si trova la trama, quasi come se lo spettatore si fosse perso un pezzo del film.

 

 

Altri pareri

G.
Appassionata

Questo film ha superato i precedenti ed è diventato il mio preferito di Mamoru Hosoda.
Combina il ritmo di “Summer Wars” con l'elemento fantastico mitologico di “Wolf Children”.
Consigliatissimo se amate i film di Hosoda o di animazione.

 

B.S.

Un bellissimo anime per bambini e genitori, che si presta a molteplici chiavi di lettura. Sullo sfondo della storia "Moby Dick" di Melville ci ricorda della battaglia che ognuno di noi combatte contro la "balena".

APPROVATO!