SECONDA RUBRICA PER MIRIAM
I giochi di una volta…
La trottola
Un gioco umile, la trottola era il passatempo dei
bambini.
Di legno, a forma conica, con in punta (estremità
inferiore) un perno d’acciaio, attorno alla trottola veniva avvolta (in modo da
formare una spirale che va dalla punta di ferro alla parte più alta e larga)
una corda che permetteva, nell’atto del lancio, di far ruotare la trottola. I
ragazzi facevano vere e proprie competizioni per vedere chi riusciva a farla
girare più a lungo. Molti ragazzi si procuravano il legno per la trottola e il
falegname col tornio la creava . Il legno più pregiato era quello d’ulivo, mentre
il faggio era meno quotato a causa della sua fragilità.
Anche a Condove alcuni ragazzi erano veri e propri
giocolieri che riuscivano a far ruotare la trottola in ogni luogo; i miei
compagni di scuola, forse meno bravi sui libri, erano molto invidiati perché
avevano un’abilità eccezionale: la loro trottola, una volta lanciata, riusciva
a girare sulle mani, sulle ginocchia, sulle punte delle scarpe. Le modalità di
gioco erano diverse ma la più comune consisteva nel disegnare un cerchio sulla
terra battuta del diametro di circa 1,5 metri; lanciando la trottola in
rotazione all’interno del cerchio, chi riusciva a far uscire la trottola del
cerchio continuava il gioco. Se la trottola dopo aver girato si fermava dentro
il cerchio gli altri giocatori si accanivano a colpirla con la loro. Quindi se
una trottola lanciata non riusciva a girare o ad uscire dal cerchio restava
ferma a prendere i colpi delle trottole avversarie.
Si scagliava la propria trottola su quelle ferme nel
cerchio, facendo in modo che il perno, agendo come un trapano, spaccasse il
legno. Il perno dello sconfitto rappresentava l’ambito trofeo.
A volte succedeva che qualche trottola fragile si
spaccasse e quindi si assisteva alla rabbia e alle lacrime del perdente e alle
risate degli altri; per non correre simili rischi si ricorreva a trottole di
legno molto duro.



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