Intervista a Purple-Harpy
https://www.youtube.com/watch?v=arkr5WQNb1Q
Benvenuti
a Dietro la Maschera. Io sono Steven
e questa è la rubrica dell’UovoBarbuto.
In
questa seconda puntata continuiamo il viaggio nel mondo del cosplay. Dopo aver
ascoltato una cosplayer professionista, oggi diamo spazio a chi, come la
maggior parte, vive il cosplay come un hobby. Iniziamo subito con le
presentazioni.
Salve
a tutti. Mi chiamo Aurora, ho 29 anni e sono molto felice di conoscervi. Sono
nata e vissuta a Napoli ma per motivi di lavoro mi sono trasferita in provincia
di Novara. Il mio nome da cosplayer è Purple-Harpy.
Come sei entrata a conoscenza del mondo del Cosplay?
È
successo molti anni fa, avevo amici e amiche che già erano in questo mondo e mi
hanno trascinata, all’inizio però ero
molto timida e preferivo andare alle fiere più per scattare foto a loro che
fare cosplay, ma poi la cosa ha iniziato a prendermi, ho avuto dei bravi
incoraggiatori e mi sono decisa.Quale è stato il tuo primo cosplay? E perché proprio
quello?
Il mio primo cosplay è stato un origina realizzato da me. Mother Death, un personaggio di una campagna di DnD, un gioco di ruolo, interpretato dalla sottoscritta. L’ho scelto semplicemente perché la trovavo, e trovo tutt’ora, favolosa. Volevo darle vita e sentirla vicino a me e non solo come personaggio immaginario e magari farla conoscere anche ad altre persone, insomma volevo iniziare con qualcosa di mio e ancora oggi la porto in qualche fiera, migliorandola sempre di più.
Creare un cosplay richiede molte energie. C’è stato un cosplay in particolare che ha richiesto da parte tua un grande impegno? Normalmente crei tutto da sola o hai qualcuno che ti aiuta?
Un grande impegno? Ma credo proprio Mother Death, fu la mia prima scelta ma anche la mia prima maledizione. Io e la mia compagna abbiamo ancora gli incubi la notte per tutte le piume incollate (più di 3000 piume). Poi c’è stata Hana, un’altra mia original steampunk, che aveva un grosso braccio meccanico e fu davvero dura realizzarlo. Poi ho realizzato cose più semplici, sia original che non e ammetto che spesso, soprattutto ultimamente causa orari di lavoro, ho dovuto chiedere molte volte una mano sia alla mia compagna, che non smetterò mai di ringraziare, che a persone esterne per commissioni. Preferisco realizzare dei cosplay su misura che prenderne confezionati.
Hai davanti a te una persona che vorrebbe approcciarsi al mondo del cosplay ma non sa dove iniziare né come scegliere il personaggio da interpretare. Come la consiglia?
Per l’approccio prova a iniziare con un gruppo di amici che condividono questa passione, non per forza portando personaggi della stessa serie ma anche diversi per divertirsi insieme. Per la scelta direi qualsiasi che ama e le piaccia oppure che senta vicino a sé per milioni di motivi, fregandosene di cosa possono dire le persone (sei troppo basso/a, grasso/a etc.).
Per te cosa significa essere una cosplayer?
Avere la libertà di esprimere la propria arte in tanti modi differenti, ognuno di noi in questo campo è bravo in qualcosa che sia: Crafting (creazione oggetti), make-up, sartoriale, interpretativo o tutto insieme. Si riesce quindi a portare qualcosa dall’immaginario al reale utilizzando le nostre abilità, un modo per dipingere di tanti colori una monotonia grigia che a volte la vita può riservarci; anche se per poco, usciamo da certi schemi che non ci piacciono. Quindi sì, per me essere una Cosplayer è questo, dar vita a qualcosa che ci rende felici.
Grazie ad Aurora per essere stata con noi in questa seconda puntata.
Mi raccomando seguitela sui social
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Dall’Uovobarbuto è tutto.





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