Recensione Atypical (2017 – 2021)
La serie tv è incentrata sulle vicende della famiglia Gardner composta da Elsa, Doug e i due figli adolescenti, Sam e Casey. Sam è un ragazzo con una grande passione per il mondo antartico e in particolare per i pinguini, tanto che nelle situazioni di stress per calmarsi ripete i nomi delle quattro specie principali. Indossa spesso cuffie antirumore, ama disegnare e ha un disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento. Ciò comporta delle difficoltà nelle relazioni, anche se non gravi, ma che a volte causano qualche fraintendimento. Conseguenza della sua mancanza di filtri è la sincerità con cui si rapporta agli altri. Questo atteggiamento tuttavia, per quanto imbarazzante in alcune occasioni, rende ciò che fa e i suoi sentimenti molto trasparenti. Nonostante alcune difficoltà in più che derivano dal suo disturbo, i problemi che il protagonista si trova a dover affrontare sono abbastanza comuni: i primi amori, episodi di bullismo, incomprensioni familiari e alcune novità che minacciano la sua routine. Ma grazie a una famiglia affiatata, anche se non perfetta, all’eccentrico amico e mentore Zahid e alla sua terapista, il giovane riesce a superare vari ostacoli.
Punto di forza della serie creata da Robia Rashid è il tono leggero, ma allo stesso tempo non banale della narrazione. Atypical è rivolto principalmente, anche se non in maniera esclusiva, a un pubblico giovane ed è molto attento a realizzare una rappresentazione inclusiva, offrendo a un pubblico di adolescenti un racconto con protagonista un ragazzo diverso dal solito, ma in cui allo stesso tempo è possibile immedesimarsi. La serie alterna abilmente momenti comici e drammatici. Capita di sorridere per alcuni comportamenti di Sam, senza però che questo si traduca mai in una presa in giro nei suoi confronti. Il risultato è una storia piacevole da seguire e molto dolce, ma allo stesso tempo in grado di far riflettere su tematiche importanti. Inoltre, la voce fuori campo del protagonista, che interpreta ciò che gli succede attorno basandosi sulle sue conoscenze del mondo antartico, crea interessanti parallelismi tra i comportamenti animali e quelli degli uomini, a volte accompagnandoli a tenerissimi disegni.


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