mercoledì 21 aprile 2021

CURIOSITA' SUI VIP (APRILE)

 


Curiosità su Johnny Depp:

-È conosciuto per spendere e spandere i propri guadagni. Quindi, non stupisce che abbia collezioni di barbie, baffi finti, insetti, pistole e chitarre.

-Pare che il fatto di essere alto “solo” 178 cm sia motivo di imbarazzo, a tal punto da indossare delle scarpe con il rialzo

- È terrorizzato dai clown. Questa fobia prende il nome di coulrofobia e pare che appartenga a tutte le persone che sono terrorizzate dai pagliacci.

-Si è avvicinato all’Oscar 3 volte: nominato per “Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street”, “Neverland – Un sogno per la vita” e “Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna“.

 


-Odia i pettegolezzi e non ama che si parli della sua vita privata. 

-Durante alcune interviste, in occasione dell’uscita del film “La Fabbrica di cioccolato” di Tim Burton, ha dichiarato di essere allergico al cioccolato.

-Finite le riprese di “Sleepyhollow”, il cavallo su cui ha cavalcato per tutto il film sarebbe dovuto essere soppresso, e lo ha adottato.


Curiosità su Tom Cruise

-Tom Cruise non è famoso per essere particolarmente alto: è alto 1.70m.

-Nel giro di cinque anni, Tom Cruise è diventato la star dei film con più incassi degli anni Ottanta

-Il suo viso è stato il prototipo per Aladdin

-È risaputo che Tom Cruise sia un seguace della Scientology da più di trent’anni

-Nonostante tutto, però, Tom Cruise è ancora incredibilmente famoso. Al punto da avere una festa dedicata in Giappone, dove il 10 Ottobre è il Tom Cruise Day.

-Tom Cruise non aveva la minima intenzione di fare l’attore, anzi: il suo sogno era quello di fare il wrestler.

-Cruise ama il nostro Paese a tal punto che lo ha scelto come luogo per il suo secondo matrimonio. L’attore ha infatti, nel 2006, ha sposato Katie Holmes nel castello Odescalchi di Bracciano, non lontano da Roma.



STORIA E INVENZIONI (APRILE)

 

LUCE… SULLA REPUBBLICA ITALIANA

ENRICO DE NICOLA



Enrico De Nicola (Napoli, 9 Novembre 1877-Torre del Greco, 1°Ottobre 1959) è stato un politico e avvocato italiano, primo presidente della Repubblica Italiana. Inoltre, è l'unico ad aver ricoperto sia la carica di presidente del Senato della Repubblica, sia quella di presidente della Camera dei deputati, che quella di presidente della Corte costituzionale: nella sua vita ha detenuto quattro delle cinque maggiori cariche dello stato.

De Nicola nasce a Napoli da Angelo e Concetta Capranica. Dopo aver compiuto gli studi secondari al liceo classico Antonio Genovesi, si laurea in Giurisprudenza nel 1896 presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II e diviene ben presto avvocato penalista di notorietà nazionale, diventando anche redattore del quotidiano Don Marzio. Ha la sua prima esperienza amministrativa nel Consiglio comunale di Napoli (1907), poi nel 1909 è eletto per la prima volta deputato.

Poco dopo comincia i suoi primi incarichi di governo (due volte sottosegretario di Stato, Ministero delle Colonie nel 1913-1914, Ministero del Tesoro nel 1919). Il 26 Giugno 1920 è eletto Presidente della Camera dei Deputati, arriva la riconferma nel 1921, e mantiene l’incarico fino al 25 Gennaio 1924. Segue un periodo diviso tra incarichi minori e la sua professione principale, poi nel 1945 viene chiamato nella Consulta Nazionale, ed il 28 Giugno 1946 (396 voti favorevoli, 105 contrari, 72 astenuti), ottenne i voti necessari per essere il Capo Provvisorio Dello Stato (inizia ufficialmente il 1°Luglio).

Dopo 2 anni a dir poco turbolenti, con l'entrata in vigore della Carta costituzionale (1° gennaio 1948) assume il titolo di presidente della Repubblica Italiana; cercò di conservare questa importante carica,ma gli fu tolta abbastanza presto (12 maggio 1948).

 Successivamente, con la carica di Senatore a vita, ottenne gli altri importantissimi incarichi enunciati prima, Presidente del Senato della Repubblica (28 Aprile 1951-24 Giugno 1952), e primo Presidente Della Corte Costituzionale (23 Gennaio 1956-26 Marzo 1957). Morì il 1° ottobre 1959 nella sua casa di Torre del Greco a 81 anni. Dopo i solenni funerali, la salma venne inumata presso il Cimitero di Poggioreale, a Napoli.

ALESSANDRO VOLTA



Alessandro Volta nasce a Como il 18 Febbraio 1745, figlio di don Filippo e donna Maddalena dei conti Inzaghi; nel 1758 intraprende gli studi umanistici di retorica e di filosofia presso la locale scuola dei Gesuiti. Nel 1761 entra nel Regio Seminario Benzi di Como, dove conclude gli studi e stringe amicizia con il canonico Giulio Cesare Gattoni, che gli mette a disposizione il proprio laboratorio di scienze naturali, ospitato in una delle torri della cinta muraria comasca. Il 18 aprile 1769 Volta pubblica la sua prima memoria scientifica, De vi attractiva ignis electrici, ac phænomenis inde pendentibus, nella quale prende posizione nei confronti dell'interpretazione ufficiale dei fenomeni elettrici, poi ne pubblica una seconda nel luglio 1771, Novus ac simplicissimus electricorum tentaminum apparatus. Nel 1774 viene nominato "reggente" delle Regie Scuole di Como, poi nel 1775 mette a punto l'elettroforo perpetuo; nel 1776(zona Lago Maggiore) “scopre” il metano e comincia a fare esperimenti su esso. Legate a questo studio sorgono invenzioni come la “pistola elettroflogopneumatica", la "lampada perpetua di Volta" e una versione molto perfezionata dell’eudiometro. Nel 1780 inventa il "condensatore di elettricità", apparecchio che serve a ricevere, accumulare, condensare in sé e rendere visibile anche le più deboli quantità di elettricità.

Negli anni 1787-1789 costruisce la bilancia elettrometrica e alcuni elettrometri particolarmente sensibili e precisi, poi, dopo la famosa disputa scientifica con Luigi Galvani (1792), decide di sposarsi il 22 novembre 1794 con la nobildonna comasca Maria Teresa Pellegrini (5 giugno 1764-Dicembre 1841), da cui avrà tre figli, Zanino (1795-1869), Flaminio (1796-1814) e Luigi Tobia (1798-1876).

Successivamente pubblica importanti risultati nell'ambito dello studio del comportamento dei vapori saturi (1795),inventa l'elettrometro condensatore, e perfeziona l’invenzione della Pila (1799, nella sua casa a Lazzate); nel settembre 1801, con il collega Luigi Valentino Brugnatelli, Volta si reca a Parigi per presentare la sua invenzione, e Napoleone Bonaparte, colmo dell'entusiasmo e dell'ammirazione, propone che l'Accademia lo onori della medaglia d'oro (poi conferita nella sessione del 2 dicembre), lo nomina membro straniero dell'Istituto e gli assegna una donazione e un vitalizio. Nel dicembre Volta e Brugnatelli vengono nominati membri del Congresso di Lione per la Repubblica Cisalpina..



Tanto onore e preziose nomine fioccano dal 1802 al 1814 (1802 membro dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, 1805membro della Legion d’Onore, 1809 Senatore del Regno D’Italia, 1810 titolo di conte), però la caduta di Napoleone lo costringe a fuggire e rimanere in disparte, fino a quando gli Austriaci lo chiamano a presiedere la Facoltà di Fisica e Matematica di Pavia(fino al 1819, poi si ritira definitivamente nella sua Como).

Muore il 5 marzo del 1827 all'età di 82 anni, il suo corpo viene sepolto nel sotterraneo della cappella di famiglia del locale cimitero.



LA PAGINA DEGLI ANIMALI (APRILE)

 


IL CAVALLO



Il cavallo  è un animale libero e molto allegro. Con il cavallo si può praticare uno sport chiamato equitazione, dove si possono fare molte cose. 

Il cavallo è un animale molto difficile di carattere; infatti, è meglio tenerlo in un prato pieno d'erba e, la sera, metterlo nel suo amato box, dove si può riposare tutta la notte.




TOILETBOUNDHANAKOKUN

 


Shonen

All'accademia Kamome girano delle voci su questi fantasmi/maledizioni chiamati come 7 misteri. Ognuno di questi possiede una propria storia. La protagonista, Yashiro, innamorata di un ragazzo, decide di fare ricorso a uno dei sette misteri: Hanako-San, una ragazza fantasma che si può trovare nel bagno delle ragazze e chi la evoca ha un diritto a un desiderio. Una volta chiamato il fantasma, Yashiro scopre che lei voci che girano sono false, non si tratta di una ragazza... Bensì di un ragazzo che non sa far avverare i desideri. Per via di una maledizione che li lega (per via del mistero col pesce sirena) i due insieme a Minamoto (secondo figlio di una famiglia di esorcisti, che però non vuole far scomparire Hanako, quindi vanno tutti d'accordo), trascorreranno delle avventure all'interno dell'accademia e conosceranno tutti i sette misteri della scuola.


Lo stile é bellissimo, si mischia un po' con quello Chibi a parer mio (per le gambe di Yashiro e gli occhi più grandi del solito e la faccia paffutella di tutti gli altri personaggi). Poi è interessante come per la luce vengono utilizzate due chiazze di forma differente dello stesso colore ma di gradazioni differenti che vengono sovrapposte in base all'intensità della luce.

Ogni scena assomiglia ad una fan art super Kawaii che richiede minimo 8 ore di lavoro... Quindi è fantastica.

Yashiro caratterialmente è praticamente l'incarnazione di me delle medie ahhahah.



Il mio personaggio preferito è Mitsuba.

 Mi spiace per lui però che ne passa di tutte i colori. Voleva solo essere ricordato e avere amici, ma a Tsukasa 


        non va bene :" hai fatto una promessa". Ma povero, quando finalmente trova un amico Tsukasa lo "trasforma" in Mitsuba di Chernobyl e sempre nello stesso episodio viene tipo ucciso (perché é già morto, é solo un fantasma). Ma non finisce qui: lo si rivede episodi dopo ed esiste ancora, solo che ha perso tutti i suoi ricordi e si scopre che Tsukasa ha preso l' anima di sto povero ragazzo e l'ha utilizzata specie come "batteria/energia" per far funzionare un corpo realizzato con degli scarti e lo obbliga a uccidere i misteri della scuola per renderlo più forte e fargli avere quello che desidera. Poi Tsukasa è proprio poco Family Friendly... Cioè, non compaiono mai scene di omicidi o robe del genere per tipo 10 episodi (e compare del sangue per 2 volte ma senza far vedere cadaveri), poi arriva lui e voilà, facciamo come Killua (personaggio di HunterXHunter) e prendiamogli il cuore, aiuto, che poi dall'apparenza é uguale ad Hanako(per forza, sono fratelli) e sembra tutto cucciolo, carino... però è mezzo psicopatico.

Comunque :

Yashiro, non fidarti dei pesci, se ci tieni ad una persona, non abbandonarla.

E niente, consigliatissimo, molto bello e la grafica top merita. Se magari non vi fa piacere la "scenetta poco simpatica" tranquilli che é tutta censurata, vedete solo certe parti, oppure basta saltarla, non é molto importante guardarla per capire (basta solo sapere che Mitsuba è obbligato a uccidere perché é troppo debole).

Si sarà anche una seconda stagione e non fatevi spoilerare il finale, altrimenti non riuscirete più a guardarlo senza piangere.

 Gaia


RECENSIONI FILM (APRILE)

 


L’UOMO CHE VERRÁ (2010) di Giorgio Diritti

Questa volta scriviamo in merito a tematiche un po’ più seriose. Il film che ho scelto di proporre parla della strage di Marzabotto (https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Marzabotto) avvenuta tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 ai danni delle comunità contadine residenti alle pendici del Monte Sole in provincia di Bologna da parte delle squadre naziste.

La storia inizia mostrando la vita agreste della famiglia di Martina (Greta Zuccheri Montanari), una bambina che non parla da quando il suo fratellino appena nato le è morto tra le braccia. La vita scorre abbastanza tranquillamente, seppur a volte viene bruscamente movimentata dall’arrivo di soldati tedeschi o di partigiani che si rivolgono ai membri della comunità in cerca di viveri o di riparo. Vediamo quindi la paura, la solidarietà e anche il buon cuore di queste semplici famiglie contadine immischiate nella Seconda Guerra Mondiale. La mamma di Martina, Lena (Maya Sansa) è incinta del tanto atteso secondo genito e tutta la famiglia la accompagna per nove lunghi mesi. In questo periodo di tempo assistiamo anche a una più massiccia formazione di squadre partigiane e una maggiore intensità di scontri tra questi e i soldati nazisti che puniscono quindi gli autoctoni privandoli del bestiame e di altri viveri. In mezzo alla miseria e alla tragedia assistiamo però anche a qualche gioioso evento come la Prima Comunione di Martina e dei suoi compagni e la nascita del fratellino. Purtroppo però la guerra continua e il 29 settembre 1944 una serie di rappresaglie guidate dalle SS si abbattono sugli abitanti della zona, coinvolgendo anche Martina e la sua famiglia. Dopo aver radunato tutti i civili nei cimiteri, nelle chiese o nei casolari, le SS trucidano tutti gli abitanti che sono riusciti a trovare durante i precedenti rastrellamenti, compresi un numero altissimo di anziani, donne e bambini. Martina riesce a miracolosamente a sopravvivere e a ritrovare il fratellino; ora è lei a doversi prendere cura del piccino e la prima cosa che fa è cantargli una ninna nanna, riacquisendo l’uso della parola per occuparsi di quello che è l’uomo che verrà.

Il film è toccante e nonostante la sua aderenza ai fatti storici non è per niente crudo. Ho avuto la fortuna di incontrare durante un meeting universitario uno degli sceneggiatori, Giovanni Galavotti, il quale ci ha spiegato alcune scelte che sono state prese per questo film. Innanzitutto l’uso del dialetto bolognese, inizialmente non previsto dalla sceneggiatura, venne aggiunto su idea del regista Giorgio Diritti in quanto sentire parlare i personaggi in dialetto avrebbe reso tutto il film più autentico e, paradossalmente, ha avuto anche l’effetto di rendere questi personaggi e la loro storia ancora più vicina al pubblico. Alquanto interessante è lo sguardo imparziale che si è voluto tenere nel mostrare personaggi controversi come i partigiani e i soldati nazisti, cercando di andare oltre alla semplice dicotomia “partigiani – buoni, nazisti – cattivi”, mostrandoli attraverso lo sguardo puro e ingenuo di una bambina, che,senza alcuna ideologia pregressa, assiste silenziosamente alla violenza e all’odio che si muove intorno a lei senza pensare che ci siano buoni o cattivi in questa storia, ma solo “tante persone che si vogliono uccidere” senza capirne il perché. Operazione quest’ultima sicuramente difficile, ma risultato anche di una ricerca storica molto lunga e ben eseguita dal regista e dagli sceneggiatori che hanno raccolto testimonianze, guardato documentari e studiato per anni a proposito di questi tristi eventi.

Ne risulta quindi un bellissimo film (e direi che i numerosi premi tra cui il David di Donatello, Il Globo d’oro e le numerose nomination lo abbiano comprovato) che ci invita a non dimenticare nessuna vittima della guerra e che ci sprona a vedere sempre oltre un mondo fatto solamente in bianco e nero, magari adottando lo sguardo puro e disincantato di un bambino.

LA PAGINA DEL DIALETTO (APRILE)

 


LA PAROLA… FES

La parola  FES è il re degli aggettivi accrescitivi, essa accentua qualsiasi cosa e rende il discorso molto molto più enfatico

DB

FUMETTO ASCII

 


SAVIO E CHIARA 





LA FAVOLA DEL MESE (APRILE)

 


IL PESCIOLINO D’ORO


Ivan era un vecchio pescatore che viveva in una capanna vicino al mare, con sua moglie. Ogni giorno andava a pescare, mentre la moglie restava a casa a filare la lana e fare tutte le faccende domestiche.                                                                                 Un giorno, però, la pesca andò peggio del solito. Al primo tentativo trovò nella rete solo uno scarpone rotto, al secondo un po’ di fango. Al terzo c’era un unico pesce.  “Meglio che niente” pensò Ivan.                                                                  Guardandolo meglio, però, si accorse che quello era un pesce veramente strano, diverso da quelli che aveva sempre visto: era tutto dorato.                                                                 

                                 Stava cercando di liberarlo dalla rete quando sentì una voce dire: – Se mi lasci andare esaudirò ogni tuo desiderio.                                                                                                Ivan si guardò intorno, cercando di capire chi avesse parlato, ma non vide nessuno. Allora tornò a girarsi verso il pesce, il quale ripeté – Se mi lasci andare esaudirò ogni tuo desiderio.                                                                                                             Ivan sobbalzò: un pesce parlante non l’aveva davvero mai visto!

                                             Un po’ confuso riuscì solo a dire: – Non mi serve niente, caro pesciolino. Io e mia moglie stiamo bene così. Ti lascio andare senza chiederti in cambio niente. Il pesce d’oro si tuffò in acqua con un gran salto, ma mentre si allontanava gridò al pescatore: – Grazie, Ivan, non dimenticherò il tuo gesto. Se ti dovesse servire qualcosa, devi solo venire a chiamarmi.                                                                                      Ivan tornò a casa e raccontò alla moglie l’incontro insolito. 

                                                              Quella, dopo averlo ascoltato, si arrabbiò moltissimo e lo sgridò: – Non hai chiesto niente? Guarda la nostra casa, è una capanna! Potevi almeno chiedere che fosse trasformata in una casetta di mattoni con dentro il camino.

                       Torna al mare, chiama il pesce e chiedigli questo favore!                                                                                 Ivan era frastornato: lui pensava di aver fatto una bella cosa a liberare il pesce, ma la moglie forse aveva ragione a volere una casa fatta di mattoni.

                                       Così andò a chiamare il pesce d’oro.                                                                                                   – Ciao pesciolino, scusa se ti disturbo, ma mia moglie vorrebbe una casetta di mattoni con dentro il camino. E’ troppo tardi per chiederti di esaudire questo desiderio?                                                                                                                                                 – Non c’è problema, Ivan, quando arriverai a casa sarà tutto come chiedi.

                     Gli fece l’occhiolino e scomparve in mare con un tuffo.                                                                                    Ivan tornò dalla moglie e trovò davvero una graziosa casa di mattoni.

                                                             Era tutto contento, ma pochi giorni dopo la moglie cominciò a lamentarsi: – Già che c’eri potevi chiedere di farci diventare dei nobili. Io sono stanca di essere la moglie di un povero pescatore, mi merito molto di più.–

                                           Ivan, pur di farla contenta, tornò a chiamare il pesce.                                                                         – Ciao pesciolino, scusami se torno di nuovo a disturbarti. Mia moglie vorrebbe essere una nobildonna, è troppo tardi per chiederti anche questo favore?                                                                                                                                                       – Non c’è problema, Ivan, quando arriverai a casa sarà tutto come chiedi.                                 Gli fece l’occhiolino e scomparve in mare con un tuffo.                                                                         Una grossa sorpresa aspettava Ivan al suo ritorno a casa: la casetta di mattoni non c’era più, al suo posto c’era un palazzo e sua moglie, vestita tutta elegante, lo aspettava insieme a servi e maggiordomi.                                                                                   Ivan era contento e voleva abbracciarla, ma lei lo cacciò via e lo fece mandare in cucina a pelare patate.                                                                                                                         I giorni passavano, finché la moglie capricciosa non lo fece chiamare e gli disse: – Devo assolutamente diventare regina. Non sopporto di essere una nobile qualunque, voglio che tutto il popolo si inchini quando passo per la strada, voglio viaggiare in carrozze con cavalli e partecipare a feste con tutti i sovrani d’Europa.                                                                                                                                                               – Ma, cara, non stai forse esagerando? Non eri felice quando vivevamo nella nostra capanna? In fondo non ci è mai mancato nulla…–Zitto! – gridò lei. – Sono sicura che sarei un’ottima regina, perciò vai dal pesce e digli di esaudire questo mio desiderio.–

                                                                                       Ivan era davvero perplesso, sua moglie stava esagerando secondo lui. Ma le voleva molto bene e tornò quindi a chiamare il pesce.                                                                                    – Ciao pesciolino, scusami se torno di nuovo a disturbarti, ma mia moglie adesso vuole essere regina. Io gliel’ho detto che sta esagerando, ma lei è sicura che sia la cosa migliore…                                                                                                                           – Davvero vuole essere regina?!– chiese il pesce.                                                                                                                                                           – Secondo me sì, ma le voglio molto bene, perciò ti chiedo: è troppo tardi per esaudire anche questo desiderio?                                                                                                         – Non c’è problema, Ivan, quando arriverai a casa sarà tutto come chiedi. Però avvisala: se solo proverà a desiderare qualcosa di ancora più grande, si ritroverà in un batter d’occhio al punto di partenza, cioè nella capanna sulla spiaggia. Dille di fare attenzione… Così detto, il pesce gli fece l’occhiolino e scomparve nel mare con un tuffo.                                                                                                                              Ivan questa volta trovò un castello al posto del palazzo. Servitori e dame di compagnia giravano dappertutto e lui non trovava il modo di parlare con sua moglie.                                                                                                                                                      Lei era sempre troppo impegnata in feste e ricevimenti o in passeggiate a cavallo o in riunioni importanti riguardo le sorti del paese, e lo cacciava sempre via. Finalmente Ivan riuscì a riferire l’avvertimento del pesce, ma lei lo liquidò con un – Sì, sì, figurati se è vero… – e tornò alla sua vita di regina.                                                    Finché un giorno lo mandò a chiamare e gli disse: – E’ ora che io sia imperatrice. Il mondo intero deve sapere che donna importante sono e mi deve rendere omaggio…Ma non fece in tempo a finire la frase che… pouff!                                                                     Tutto era scomparso e i due erano di nuovo nella capanna sulla spiaggia, con dentro solo le reti da pesca di Ivan e il pentolone per cucinare la minestra.

                              La moglie di Ivan andò su tutte le furie, già si immaginava imperatrice e invece era di nuovo la moglie di un povero pescatore. Piano piano, però, la rabbia le passò, capì di aver esagerato e tornò alle sue normali faccende domestiche.                                                                                                                                      Ivan andò in riva al mare e ringraziò il pesce per avergli ridato la sua vita, povera ma tranquilla.                                                                                                                                           Il pesce non si avvicinò, ma da lontano gli gridò: – Hai visto? Tutto si è sistemato! Gli fece l’occhiolino e scomparve nel mare con un tuffo.

CURIOSAMENTE (APRILE)

 

Questo mese tratteremo il tema delle EMOZIONI!

L’odore della felicità   


 

Le persone comunicano la loro felicità agli altri anche attraverso il sudore. Nel sudore sono infatti contenute alcune componenti chimiche che vengono rilevate dal naso degli altri. Studi precedenti hanno mostrato che possiamo odorare la paura e il disgusto, ma la felicità è un aspetto poco indagato. Il professor GünSemin, psicologo presso l’Università di Utrecht, nei Paesi Bassi, che ha condotto lo studio, ha raccontato: “Il nostro studio dimostra che annusare il sudore prodotto da una persona durante un momento di felicità provoca contagio dello stato emotivo in chi annusa”.

 

Lo stupore dilata la percezione del tempo

Lo stupore sembra rendere le persone più pazienti, meno materialiste e più desiderose di aiutare gli altri.

Secondo un nuovo studio, questo succede perché l’emozione di meraviglia rallenta la nostra percezione soggettiva dello scorrere del tempo. I ricercatori hanno affermato: “Le persone riportano sempre di più la sensazione di un tempo tiranno che scorre troppo velocemente. Abbiamo troppe attività da fare e troppo poco tempo, a discapito della nostra salute. Sulla base di precedenti studi che hanno mostrato che essere nel momento presente dilata la percezione del tempo (e il sorprendersi davanti a qualcosa di bello è un’esperienza profondamente radicata nel presente), abbiamo ipotizzato e trovato che l’esperienza emotiva di meraviglia, rispetto alle altre, portava le persone a percepire di avere a disposizione più tempo e quindi ad essere meno impazienti.

Inoltre, dilatando la percezione del tempo, l’esperienza di stupore conduceva le persone a desiderare di spendere il proprio tempo aiutando gli altri piuttosto che ingaggiandosi in attività materialistiche come fare shopping.



…..E protegge la mente e il corpo

I poteri sorprendenti dello stupore non si limitano alla dilatazione della percezione del tempo.

Un recente studio ha osservato che le emozioni positive, in particolare lo stupore, sono correlate a minori livelli di citochine infiammatorie nel sangue. L’autore suggerisce che l’emozione di meraviglia scaturita da esperienze positive come godere della bellezza della natura o perdersi a contemplare un quadro o ad ascoltare una sinfonia può proteggere il corpo da varie patologie: disturbi cardiocircolatori, artrite, depressione e la malattia di Alzheimer.

 

Un comune antidolorifico uccide anche il piacere

Uno studio condotto da Durso e colleghi ha scoperto che il paracetamolo uccide le emozioni positive. Studi precedenti avevano già osservato che gli antidolorifici diminuivano sia il dolore fisico sia quello psicologico. Tuttavia questa è la prima volta che si indaga anche l’effetto che l’antidolorifico ha sulle emozioni positive. L’autore ha sottolineato: “Piuttosto che descriverlo come un modulatore del dolore, il paracetamolo dovrebbe essere visto come un riduttore di tutte le emozioni”.

 




I CONSIGLI DELLA ZIA ISA (APRILE)

 


Ciao a tutti,questa volta parleremo di come pulire i pavimenti di diversi materiali. Iniziamo dai pavimenti in ceramica:



per renderli puliti e sgrassati usate una soluzione di acqua e aceto (una tazzina da caffè di aceto ogni 5litri d’acqua).

Le macchie di colla sul pavimento si tolgono con un po’ di acetone.



Le macchie di grasso si puliscono con acqua tiepida con un po’ di ammoniaca. Se l’unto è particolarmente tenace preparate un detersivo mescolando 4 litri di acqua calda con 2 cucchiai di sapone di marsiglia liquido,una tazza di aceto bianco e voilà, l’unto sparirà.



Le macchie di inchiostro si eliminano strofinandole con dell’ovatta imbevuta di candeggina.



Per pulire le fughe delle piastrelle usate acqua e aceto bianco, strofinate delicatamente con una spazzola o paietta, sciacquate poi con un panno morbido con acqua bollente.



Per i pavimenti di marmo, granito o pietra naturale evitate detersivi aggressivi, ma usate una miscela con 3 litri di acqua, 2 cucchiai di bicarbonato, 10 cucchiai di alcool e qualche scaglia di sapone di marsiglia. Passate con un panno in microfibra ben strizzato.



I pavimenti lucidati a cera si possono lavare con acqua e pochissima ammoniaca che sgrassa senza togliere lucentezza.



Per pulire il parquet sconsiglio l’uso di lavapavimenti a spazzola con acqua o vapore perché il legno assorbirebbe una quantità di umidità sconsigliata per la sua buona conservazione. Spolveratelo con un panno di lana spruzzato con uno spray antistatico rimuovere la polvere, o con panni antistatici già pronti in commercio; per lavarlo evitate detersivi aggressivi, potete usare quelli specifici in commercio, diluendoli in acqua fredda. Da evitare assolutamente ammoniaca,alcool,aceto e detersivi schiumosi.



 Per oggi è tutto, la prossima volta affronteremo l'argomento vetri, specchi, e altro. 

Ciao a tutti.


GIOCO DA TAVOLO (APRILE)

 SECONDA RUBRICA DE   ilPitoto

Splendor

Bentornati. Oggi parleremo di un Gioco molto semplice, ma altrettanto divertente! Come il gioco del mese scorso, Dixit, anche questo è stato prestato dall’associazione ludica e culturale, Camunia Ludica di Pian Camuno. Vi ricordo in oltre che durante la recensione si terranno in considerazione i punti presenti nella premessa del primo gioco presentato in questa rubrica, 7 Rosso. Se ve lo siete perso vi suggerisco di recuperarlo immediatamente così da comprendere appieno questa recensione. Ma mi sono già dilungato fin troppo! Iniziamo subito!

 


Info

·        Nome del gioco: Splendor

·        Tipologia:Gestione delle Risorse

·        Età: 10+

·        Numero di giocatori: 2-4

·        Durata partite: 30’

·        Autore:Marc André

·        Marchio:Asterion

·        Trailer Inglese:https://youtu.be/TOgCGH2CiBw

·        Link Amazon: https://www.amazon.it/Asterion-Splendor-Gioco-Tavolo-SCSPL01IT/dp/B00YPBY5DS/

 

Regolamento

Splendor è un gioco strategico-gestionale molto semplice che richiede anche un pizzico di fortuna. L’obbiettivo è quello di essere il giocatore con il maggior numero di punti alla fine del turno in cui un giocatore raggiunge i 15 punti prestigio.

Sul tavolo saranno disposte la riserva dei gettoni che rappresentano varie gemme ed oro, i mazzi di carte sviluppo coperte divise per livello (1/2/3), 4 carte sviluppo per livello scoperte ed in fine le tessere Nobili.

Nel proprio turno i giocatori possono fare 3 tipi di azioni differenti.

·        La prima è prendere dei gettoni dalla riserva delle gemme ed aggiungerle alla propria scorta personale. Si possono prendere 3 gemme tutte differenti tra loro oppure 2 gemme uguali. Un giocatore potrà prendere 2 gemme uguali solo se nella riserva ci sono almeno 4 gemme del tipo che vuole prendere.

·        La seconda possibile azione è “prenotare” una carta sviluppo e guadagnare un Oro. Prenotare significa prendere quella carta sviluppo ed aggiungercela in mano, in questo modo nessuno a parte noi potrà acquistare quella carta e noi potremo farlo in un secondo momento. Attenzione che potremo avere massimo 3 carte prenotate contemporaneamente.

·        La terza ed ultima azione consiste nell’acquistare una carta sviluppo. Per farlo basta scegliere la carta sviluppo che ci interessa, prendere dalla nostra scorta e rimettere nella riserva il numero di gemme indicate sulla carta, ed aggiungere questa carta sviluppo d’innanzi a noi.

A turno i giocatori svolgono una di queste azioni, accumulando punti prestigio, fino alla fine della partita. I punti prestigio si ottengono principalmente in 2 modi differenti.

·        Il primo è acquistando carte sviluppo, certe carte sviluppo hanno in alto a sinistra dei numeri bianchi. Quei numeri sono il valore di punti sviluppo che otteniamo una volta acquistata quella carta. Solitamente più è alto il livello della carta e maggiore è il numero di punti sviluppo guadagnati, ma al tempo stesso maggiore sarà il costo della suddetta carta.

·        Il secondo metodo è sfruttando le tessere nobile. I nobili sono attratti da specifiche gemme, e quando avremo ottenuto un numero sufficiente di carte sviluppo relative a quelle gemme, ci faranno visita automaticamente. Quando un giocatore riceve la “visita” di un Nobile, prende la relativa tessera piazzandola vicino alle proprie carte sviluppo e ne guadagna immediatamente i punti prestigio.

Le carte sviluppo, nell’angolo in alto a destra hanno il simbolo di una gemma. Quel simbolo indica a che gemma è associata la carta, per ottenere il favore dei Nobili, ed inoltre ci dà una relativa “gemma bonus”. Questa gemma bonus è una gemma permanente che ridurrà di 1 ilrelativo costo di tutte le future carte sviluppo.

 

Modalità ed Espansioni

Nel regolamento sono incluse solamente le varianti per il numero di giocatori, necessarie a mantenere un buon bilanciamento tra giocatori, nobili e gemme.

Per quanto riguarda le espansioni invece esiste “Le città di Splendor” che contiene 4 differenti espansioni e modalità di gioco. 4 espansioni in una per intenderci. Le quattro espansioni sono:

·        Le città di Splendor
Espansione da cui viene preso il nome per la confezione. In questa modalità i nobili sono sostituiti con 3 città. L’obbiettivo della partita è ottenere abbastanza punti e combinazioni di carte per poter ottenere il riconoscimento di una delle città estratte e così vincere la partita immediatamente.

·        Le roccaforti
In questa modalità ogni giocatore avrà 3 segnalini roccaforte che potrà utilizzare per bloccare delle carte sviluppo, una versione alternativa della “prenotazione” presente nel gioco base. Meno sicura, ma anche meno dispendiosa di azioni.

·        Gli avamposti commerciali
Gli avamposti commerciali sono una meccanica extra che in un certo senso funziona similmente ai Nobili. Quando avremo ottenuto un determinato numero di carte sviluppo, sbloccheremo automaticamente un bonus passivo come far valere l’oro un jolly di 2 gemme, aumentare i punti poteri ottenuti dai nobili, o ancora ottenere una gemma differente quando ne raccogliamo 2 uguali.

·        L’oriente
Con questa espansione aggiungiamo 3 mazzi di carte sviluppo che rappresentano il commercio con l’oriente. Queste carte sviluppo extra aggiungeranno 2 carte sviluppo pronte per l’acquisto ad ogni livello, e queste carte sviluppo ci daranno bonus particolari, come doppie gemme bonus, oro o anche effetti speciali a loro dedicati.

Oltre a queste espansioni va menzionata una versione alternativa del gioco base. Uscita nel 2020, la versione Splendor Marvel. Cavalcando il successo dei film di supereroi, Marc André ha sviluppato una versione alternativa di Splendor. Le meccaniche sono uguali al gioco base, con un paio di aggiunte. Una sesta gemma necessaria per ottenere il Guanto dell’Infinito, Il guanto è una tessera paragonabile alla tessera città dell’espansione. In oltre le carte sviluppo ci assegnano un piccolo punteggio alternativo che rappresenta gli Avengers. Chi possiede il maggior numero di punti Avengers ottiene una tessera paragonabile alle tessere Nobile, che concede punti extra, ma che può cambiare proprietario nel corso della partita.

 

                                                                         Qualità

I gettoni sono di ottima qualità, durante la partita è un piacere rigirare tra le dita uno o più dei gettoni. D’altro canto le carte non sono di ottima fattura, ed i copricarte sono quasi un obbligo.

 

Pro e Contro

·        Veloce

·        Semplice

·        Ottimo equilibrio tra strategia e fortuna

·        Buona rigiocabilità

·        Discretamente economico

 

·        Ambientazione molto astratta

·        Scatola ingombrante per il contenuto

 

Pareri finali

Splendor è un ottimo gioco, divertente ed efficace per giocatori di tutti i tipi. Purtroppo l’ambientazione è molto astratta e se invece di gemme avevamo ingredienti, e piccole variazioni nelle immagini avremmo avuto lo stesso identico gioco con un’ambientazione moderna e colpi di chef e piatti culinari invece di mercanti e gemme. Nonostante ciò le espansioni aggiungono meccaniche narrativamente discrete e meccanicamente valide, ottime per poter giocare in compagnia. La meccanica del gioco base permette anche diverse possibili strategie, ottenere tante carte economiche per ottenere facilmente punti dai Nobili, oppure ignorare completamente i nobili per concentrarsi sulle carte che ci assegnano un ottimo valore in punti. Partite divertenti in compagnia e molte interessanti espansioni.

APPROVATO!

 

In questa immagine possiamo vedere un esempio dove il giocatore ha 11 punti. 8 dati dalle carte sviluppo e 3 dalla tessera Nobile. Nel suo turno potrebbe ottenere la carta di livello uno senza spendere gettoni viste le gemme bonus che controlla, così facendo arriverebbe a 3 carte sviluppo nere ed ottenere la tessera nobile presente sopra. Ma spendendo uno zaffiro ed un diamante, oppure una delle due gemme ed un oro, potrebbe ottenere la carta di livello 2, così facendo otterrebbe, oltre ai punti del nobile, anche i punti della carta. Così facendo il giocatore raggiungerebbe quota 15 punti innescando la fine della partita.