JUDY
(2019) di Rupert Goold.
Mi ricordo quando
vidi per la prima volta Il Mago di Oz.
Avevo circa 9 anni e per me Judy Garland era una spensierata ragazzina dagli
occhi stralunati e una voce stupenda che camminava lungo il dorato sentiero. Ben
presto venni a conoscenza della vita travagliata di una delle figure
considerate più tragiche del panorama hollywoodiano.
Nata Frances Ethel
Gumm nel 1922 in una famiglia che lavorava nel Vaudeville, la futura Judy
Garland spiccò subito per il suo innato talento nel canto e nella danza, tanto
che inizio una carriera ricca di film e di controversie.
Nel film Judy ritroviamo l’attrice negli ultimi
mesi della sua vita. La ragazzina che cantava Over the Rainbow sembra sparita. Ci troviamo davanti una donna
dall’aspetto sofferto che deve accettare una paga di 100 dollari a serata per
riuscire a stare vicina ai suoi figli. Quando le viene rifiutato il
pernottamento presso l’usuale albergo di cui usufruisce perché non può più
pagare, Judy deve trovare una soluzione per poter saldare i suoi debiti e
rimanere insieme ai suoi adorati figli. Inizia così una serie di concerti a
Londra, dove il pubblico è pazzo di lei.
In questo film c’è
tutto. Vediamo i flashback della giovane Judy sfruttata dalla Metro Golden Mayer (si noti che dal suo
debutto cinematografico nel 1929 fino al 1940 ha preso parte a ben 17 film), vittima
di violenza psicologica e dello stress. Inoltre vediamo l’origine della sua
dipendenza da alcuni farmaci che, come lei stessa ha rivelato in qualche
intervista (soprattutto in quelle rilasciate per la sua autobiografia mai
conclusa) risalirebbero dai tempi in cui giovanissima venne indotta all’uso di
farmaci per reggere allo stressante ritmo della produzione Hollywoodiana
(secondo alcuni biografi questa dipendenza sarebbe cominciata anche prima e
sarebbe stata indotta dalla severissima madre di Judy). Vediamo anche il motivo
per cui poi si ritrovò indebitata e praticamente nullatenente: vittima della
depressione, dell’abuso di farmaci e alcol e anche a causa della dieta
proibitiva che le veniva imposta, Judy iniziò presto a ribellarsi, ma anche a
non reggere più il ritmo del mondo cinematografico, arrivando spesso in ritardo
sul posto di lavoro e procurandosi la fama di attrice inaffidabile e
impossibile con cui lavorare. Vediamo anche la sua proverbiale insicurezza
espressa attraverso attacchi di panico e continuo bisogno di feedback positivi dagli altri.
Tuttavia non abbiamo solo la tristezza, ma ci troviamo di fronte anche ad una madre innamorata dei suoi figli, disposta a tutto per stare con loro, una star legatissima al suo pubblico (pur essendo questo a volte poco indulgente con lei) e soprattutto la suaspiccata ironia che l’ha per sempre consacrata come la buffa ragazzina della porta accanto. In questo caso tornano utili anche alcune dichiarazioni di Liza Minelli (primogenita di Judy avuta dal secondo marito, il regista Vincente Minelli) la quale, pur non essendo molto soddisfatta del film, ha sempre biasimato chi parlava di Judy Garland come di una figura tragica, ricordando la mamma come una donna molto divertente, che cercava sempre di farla ridere e di supportarla nella sua carriera (bellissimi i video che si possono trovare su Youtubedelle due, insieme nel Judy Garland Show).Le due artiste si può dire abbiano avuto un percorso molto diverso, soprattutto nel modo in cui hanno reagito alla vita stressante sotto i riflettori. Se per Judy salire sul palco era diventato un incubo, per Liza rimarrà per sempre vitale, soprattutto grazie al sostegno della sua famiglia, che le è stata vicina anche nei momenti più difficili.
Insomma Judy, oltre a regalarci una splendida performance
dell’attrice premio Oscar, Renée Zellweger, ci mostra il lato difficile del
mondo del cinema del tempo, del quale Judy Garland rimase vittima, ma
soprattutto come nei momenti più bui della sua vita una donna abbia tentato il
tutto per tutto per rivedere la luce e soprattutto per realizzare il suo sogno:
vivere con i suoi bambini. Non importa infatti se la tua felicità si realizzi
nella carriera o nella vita
casalinga, tu hai il diritto di cercarla, un diritto di cui purtroppo la magica
Judy non ha potuto godere.
Infatti l’attrice
non riuscì mai ad estinguere il suo debito e a tornare a stare stabilmente coi
suoi bambini, morendo pochi mesi dopo i suoi concerti in Inghilterra a causa
delle sue fragili condizioni di salute aggravati dall’abuso di alcol e di
farmaci; aveva solo 47 anni.
Questo film è
senz’altro uno dei migliori biopic mai visti (e ormai ne vediamo uno ogni anno)
perché incarna tutta la passione e la caparbietà di Judy Garland, una delle
stelle più luminose della Hollywood Walk
of Fame.Preparatevi a vedere una storia commovente caratterizzata da alcune
scelte registiche molto interessanti, da attori di un
certo livello e dalla musica che ci ricorda una delle voci più belle di sempre.
Vi raccomando di preparare un bel po’ di fazzoletti per la scena finale!
Judy Garland con la figlia Liza Minelli, 1951




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