IL PESCIOLINO D’ORO
Stava
cercando di liberarlo dalla rete quando sentì una voce dire: – Se mi lasci
andare esaudirò ogni tuo desiderio.
Ivan si guardò
intorno, cercando di capire chi avesse parlato, ma non vide nessuno. Allora
tornò a girarsi verso il pesce, il quale ripeté – Se mi lasci andare esaudirò
ogni tuo desiderio.
Ivan sobbalzò: un pesce parlante non l’aveva davvero mai visto!
Un po’ confuso riuscì solo a dire: – Non mi
serve niente, caro pesciolino. Io e mia moglie stiamo bene così. Ti lascio
andare senza chiederti in cambio niente. Il pesce d’oro si tuffò in acqua con
un gran salto, ma mentre si allontanava gridò al pescatore: – Grazie, Ivan, non
dimenticherò il tuo gesto. Se ti dovesse servire qualcosa, devi solo venire a
chiamarmi.
Ivan tornò a casa e raccontò alla moglie l’incontro insolito.
Quella, dopo averlo ascoltato, si arrabbiò
moltissimo e lo sgridò: – Non hai chiesto niente? Guarda la nostra casa, è una
capanna! Potevi almeno chiedere che fosse trasformata in una casetta di mattoni
con dentro il camino.
Torna al mare, chiama il pesce e chiedigli
questo favore!
Ivan era
frastornato: lui pensava di aver fatto una bella cosa a liberare il pesce, ma
la moglie forse aveva ragione a volere una casa fatta di mattoni.
Così andò a chiamare il pesce d’oro.
– Ciao pesciolino, scusa se ti disturbo, ma mia moglie vorrebbe una
casetta di mattoni con dentro il camino. E’ troppo tardi per chiederti di
esaudire questo desiderio?
– Non c’è
problema, Ivan, quando arriverai a casa sarà tutto come chiedi.
Gli fece l’occhiolino e scomparve in mare con un
tuffo.
Ivan
tornò dalla moglie e trovò davvero una graziosa casa di mattoni.
Era tutto contento, ma pochi giorni dopo la moglie cominciò a
lamentarsi: – Già che c’eri potevi chiedere di farci diventare dei nobili. Io
sono stanca di essere la moglie di un povero pescatore, mi merito molto di più.–
Ivan, pur di farla contenta, tornò a chiamare il
pesce.
– Ciao pesciolino, scusami se torno di nuovo a
disturbarti. Mia moglie vorrebbe essere una nobildonna, è troppo tardi per
chiederti anche questo favore?
– Non c’è problema, Ivan, quando arriverai a casa sarà tutto come
chiedi.
Gli fece l’occhiolino e scomparve in
mare con un tuffo.
Una grossa
sorpresa aspettava Ivan al suo ritorno a casa: la casetta di mattoni non c’era
più, al suo posto c’era un palazzo e sua moglie, vestita tutta elegante, lo
aspettava insieme a servi e maggiordomi.
Ivan era contento e voleva abbracciarla, ma lei lo cacciò via e
lo fece mandare in cucina a pelare patate.
I
giorni passavano, finché la moglie capricciosa non lo fece chiamare e gli
disse: – Devo assolutamente diventare regina. Non sopporto di essere una nobile
qualunque, voglio che tutto il popolo si inchini quando passo per la strada,
voglio viaggiare in carrozze con cavalli e partecipare a feste con tutti i
sovrani d’Europa.
– Ma, cara, non stai forse esagerando? Non
eri felice quando vivevamo nella nostra capanna? In fondo non ci è mai mancato
nulla…–Zitto! – gridò lei. – Sono sicura che sarei un’ottima regina, perciò vai
dal pesce e digli di esaudire questo mio desiderio.–
Ivan era davvero perplesso, sua moglie stava
esagerando secondo lui. Ma le voleva molto bene e tornò quindi a chiamare il
pesce.
– Ciao pesciolino,
scusami se torno di nuovo a disturbarti, ma mia moglie adesso vuole essere
regina. Io gliel’ho detto che sta esagerando, ma lei è sicura che sia la cosa
migliore…
– Davvero vuole essere
regina?!– chiese il pesce.
– Secondo me sì, ma le voglio molto bene, perciò ti
chiedo: è troppo tardi per esaudire anche questo desiderio?
– Non c’è problema, Ivan, quando
arriverai a casa sarà tutto come chiedi. Però avvisala: se solo proverà a
desiderare qualcosa di ancora più grande, si ritroverà in un batter d’occhio al
punto di partenza, cioè nella capanna sulla spiaggia. Dille di fare attenzione…
Così detto, il pesce gli fece l’occhiolino e scomparve nel mare con un
tuffo.
Ivan questa
volta trovò un castello al posto del palazzo. Servitori e dame di compagnia
giravano dappertutto e lui non trovava il modo di parlare con sua moglie.
Lei era sempre troppo
impegnata in feste e ricevimenti o in passeggiate a cavallo o in riunioni
importanti riguardo le sorti del paese, e lo cacciava sempre via. Finalmente
Ivan riuscì a riferire l’avvertimento del pesce, ma lei lo liquidò con un – Sì,
sì, figurati se è vero… – e tornò alla sua vita di regina.
Finché un giorno lo mandò a chiamare e gli disse: – E’ ora che io sia
imperatrice. Il mondo intero deve sapere che donna importante sono e mi deve
rendere omaggio…Ma non fece in tempo a finire la frase che… pouff!
Tutto era scomparso e i due erano di nuovo nella capanna sulla spiaggia, con
dentro solo le reti da pesca di Ivan e il pentolone per cucinare la minestra.
La moglie di Ivan andò su tutte le furie, già si immaginava imperatrice e invece era di nuovo la moglie di un povero pescatore. Piano piano, però, la rabbia le passò, capì di aver esagerato e tornò alle sue normali faccende domestiche. Ivan andò in riva al mare e ringraziò il pesce per avergli ridato la sua vita, povera ma tranquilla. Il pesce non si avvicinò, ma da lontano gli gridò: – Hai visto? Tutto si è sistemato! Gli fece l’occhiolino e scomparve nel mare con un tuffo.


Nessun commento:
Posta un commento