
DANIELE
BONAFINI TRA PALCO E TATAMI
Daniele Bonafini, classe 2004, da diversi anni componente del gruppo teatrale di Artogne (nel gruppo degli adolescenti) divide le sue giornate tra lo studio e le sue due grandi passioni: teatro e la Kickboxing. Daniele infatti, oltre ad essere uno dei componenti più anziani del gruppo teatro adolescenti, da diversi anni pratica questa disciplina che può sicuramente essere indicata tra le discipline emergenti nel panorama degli sport di combattimento.
Incontriamo Daniele per un’ intervista online, vista l’emergenza COVID che stiamo attraversando e che sconsiglia gli incontri face to face. Quello che colpisce è l’estrema disponibilità, pacatezza e sicurezza con le quali Daniele affronta l’argomento.
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Allora Daniele tu pratichi la Kickboxing; spiegaci che disciplina è…
· La kickboxing è uno sport da combattimento di origine giapponese, diffusosi poi in USA, che combina le tecniche di calcio tipiche delle arti marziali orientali ai colpi di pugno propri del pugilato. Si tratta di una disciplina riconosciuta dal CONI, la federazione italiana si chiama FEDERKOMBAT e comprende le discipline Kickboxing, Muay Thai, Savate, Shoot Boxe e Sambo. È riconosciuta come sport olimpico e la speranza è che possa essere presentato nell’edizione 2028 dei giochi olimpici.
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Da quando pratichi questo sport?
· Dal 2015, da quando avevo 11 anni; prima giocavo a calcio poi mi sono stufato, non mi trovavo bene e ho deciso di cambiare sport. Presso la palestra di Artogne la società Kickboxing Vallecamonica organizzava i corsi di kickboxing e ho deciso quasi per caso di provare. Mi è piaciuto ed eccomi qua.
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Quindi la tua società è la Kickboxing
Vallecamonica?
· Non più; lo scorso anno c’è stata una specie di scissione e adesso stiamo per creare una nuova società solo che con l’emergenza COVID siamo stati boccati con le procedure per la nuova società
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Quando hai iniziato a gareggiare?
· Nel 2017 ho fatto la prima gara dimostrativa. Dall’anno dopo (2018) sono passato all’agonistica e ho cominciato a gareggiare con frequenza.
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Qual è la tua categoria e che discipline
pratichi?
· Le categorie si dividono tra maschi e femmine, in base al peso, al grado di esperienza e all’età. La mia categoria attualmente è quella dei -80 kg ovvero tra i 75 e i 79 kg. Pratico 3 discipline: il pointfighthing, il light-contact e il kick-light.
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Quante volte alla settimana ti alleni?
· Tre volte alla settimana; un allenamento agonistico di 2 ore e 2 allenamenti più leggeri da 1h15’. Malgrado la pandemia ci alleniamo regolarmente presso la palestra di Pian Camuno mentre siamo un po’ fermi con le gare. Appena rientra l’emergenza regolarizzeremo la nuova società e riprenderemo anche le gare.
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Riesci a conciliare bene la scuola con gli
impegni sportivi e quelli del teatro?
· Si, non dico che sia facile, ma con buona volontà ci si organizza; in linea di massima riesco a far fronte a tutti e 3 gli impegni.
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Quali sono i risultati più significativi
della tua breve carriera?
· Indubbiamente le 3 medaglie d’oro ai campionati regionali del 2019 quado ero nella categoria precedente a quella attuale. Nella Bergamasca si sono tenuti i campionati Lombardi dove ho vinto tutte e tre le discipline a cui ho partecipato.
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Un risultato notevole complimenti; altri
risultati?
· Sempre nello stesso anno ho ottenuto anche un argento in una gara di livello nazionale. Queste sono anche le gare che ricordo con più soddisfazione.
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Come si svolge una gara di kickboxing
· Le gare che faccio io si basano sul contatto leggero e quindi si tratta di un confronto diretto con un avversario su un tatami; i colpi si devono portare in modo controllato e non devono abbattere l’avversario. La gara è prevista su 1 ripresa di 2’/3’ (in base alla categoria) per il pointfighthing mentre per le altre 2 discipline si combatte su 2 riprese da 1’30”. Durante la gara c’è una commissione formata da 3/4 giudici; 1 arbitra l’incontro e gli altri assegnano i punti che determineranno il vincitore.
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Ti trovi bene con il tuo allenatore?
· Benissimo, sono stato allenato fin dall’inizio da Adriana Tricocie e mi trovo molto bene anche perché lei ci trasmette non solo i concetti tecnici ed agonistici, ma ci fa capire che noi pratichiamo uno sport ma quello che facciamo ed impariamo non dobbiamo utilizzarlo al di fuori dell’ambiente sportivo perché potrebbe essere pericoloso; ci tiene molto al fatto che noi abbiamo il perfetto controllo delle nostre abilità e capacità senza utilizzarle a sproposito, al punto che se dovesse succedere qualcosa fuori dalla palestra c’è il rischio di essere espulsi dall’attività. Questo è molto importante perché ci insegna ad essere responsabili delle nostre azioni. Poi naturalmente c’è tutto il discorso dell’etica sportiva, del rispetto delle regole, dell’avversario, dei giudici che sono fondamentali in tutte le discipline sportive.
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Durante l’attività imparate anche a
difendervi ?
· Certo, ma come ho già detto abbiamo l’obbligo assoluto di non usare colpi e tecniche fuori dall’ambiente sportivo. È indubbio però che impariamo tecniche che ci garantiscono di saperci difendere in caso di necessità.
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Ritieni che la kickboxing sia un’attività
per tutti?
· Assolutamente si. È un’attività impegnativa anche su piano fisico, ma è alla portata di tutti coloro che vogliono fare un’attività sportiva seria, divertente e con sani principi etici. Naturalmente è importante una buona condizione di salute in quanto gli allenamenti sono impegnativi.
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Consiglieresti questa attività ai tuoi amici?
· Certamente, e la consiglierei anche ai ragazzi più giovani perché aiuta molto nella crescita, nello sviluppo della personalità e nella capacità di autocontrollo.
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Grazie Daniele e alla prossima
· Grazie a te e a tutto il gruppo teatrale.


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