martedì 16 febbraio 2021

LA RUBRICA DELL'UOVOBARBUTO (FEBBRAIO)



Nel mondo del Cosplay: intervista a Sunymao




Salve a tutti e benvenuti a Dietro la Maschera, io sono Steven e questa la rubrica dell’UovoBarbuto. In questa prima puntata parliamo del mondo del Cosplay e dei Cosplayer. Il cosplay è un fenomeno in continua crescita, anche se nel nostro paese è ancora sconosciuto e incompreso da molte persone, ed essendo io stesso un cosplayer vorrei contribuire a far conoscere questo hobby. Cerchiamo oggi di aiutare a comprendere cosa sia il cosplay ponendo qualche domanda a Sunita Zucca, in arte Sunymao, cosplayer professionista.

(la seguente intervista sarà disponibile in versione integrale sui social di Dietro La Maschera. Nel video Sunita veste diversi cosplay e vengono mostrate diverse foto di personaggi da lei interpretati)

Iniziamo con una veloce infarinatura su cosa sia il cosplay per chi legge o ascolta e non lo sa. Cosplay è una parola coniata in Giappone nel 1984 per descrivere l’usanza, iniziata in America nel 1939, di vestirsi come personaggi di romanzi e fumetti in occasione di feste o incontri con gli autori per mostrare il proprio amore per un determinato personaggio o racconto. Ovviamente il fenomeno del cosplay dal 39 a oggi è cresciuto ed evoluto. Tu come spiegheresti cosa è il cosplay a qualcuno che non sa cosa sia?


Il cosplay è l’unione di due parole, Costume e Play, il che significa costume o abito e play, divertimento. Tutti possono fare cosplay non c’è una età predefinita. Il cosplay fondamentalmente è quella passione per quel personaggio, quella serie. Diciamo che c’è anche una enorme differenza, che molti in realtà non la guardano ma esiste, tra il carnevale ed il cosplay, Il carnevale innanzitutto è un periodo dell’anno e comunque alla fine sono abiti un po', diciamo, arrabattati quindi presi un po' a caso, mentre per il cosplay è una ricerca, anche del vestito, del trucco, delle parrucche, perché no, anche le acconciature, e soprattutto, cosa non meno importante, le movenze del personaggio. Dal mio punto di vista è un ottimo hobby, sano, che aiuta tantissimo a esprimere tutta la propria fantasia.




Parliamo adesso dei tuoi cosplay. Spiando le tue foto ne troviamo moltissimi, tutti ben realizzati e molto vari. Come scegli un cosplay? In base a quali criteri decidi di realizzare un personaggio piuttosto che un altro? Ed è una scelta tua o tieni in considerazione anche cosa potrebbe piacere a chi ti segue o al pubblico in generale?



I personaggi che scelgo sono, diciamo, basati su tre criteri che io reputo, almeno per me, piuttosto importanti. La fisicità del personaggio in relazione alla mia, i tratti somatici e anche il carattere, e ovviamente mi deve anche piacere quel personaggio questo è abbastanza scontato. Io sono sempre stata una persona a cui è sempre piaciuto sperimentare, materiali e metodi. Io sono una sarta e costumista quindi tutti i vestiti che vedete sono realizzati da me. Spesso e volentieri mi arrangio con materiali e sperimentazioni per poter ricreare al meglio un oggetto, quel particolare che c’è nel vestito. A me piace moltissimo sperimentare anche il make-up. Mi piace tanto vedere la differenza di come posso riuscire, non parlo di protesi parlo di make-up diciamo più semplice, il trasformismo diciamo da un personaggio a un altro a come sono io realmente. Sono molto orgogliosa di aver realizzato tantissimi cosplay, non saprei contarli, saranno sui 200. Io non scelgo mai un personaggio perché è di moda né perché è scontato. Cerco sempre di realizzare personaggi alla meglio possibile, più fedeli possibili, spesso e volentieri ci si mette qualche passamaneria, qualche gemma in più che abbelliscono ecco il vestito. A me piace molto impreziosire gli abiti quando ce ne necessità. I miei preferiti? Ne avrei diversi. Come ad esempio Pocahontas (dall’omonimo film Disney) nella quale mi sono immedesimata tantissimo, poi va be’ sono finita anche in televisione a un programma, un quiz show sulla Mediaset. 
Chibiusa (
della serie Sailor Moon): la parrucca è stata un lavorone non da poco, anche con lei sono finita a AllTogetherNow, un programma musicale con Michelle Hunziker e J-Ax. Ne ho tantissimi altri, Scar (dal film Re Leone della Disney) in una versione umanizzata, Bart da Hokuto No Ken (in Italia famoso come Ken il Guerriero), dai videogiochi tanti di Assassin’sCreed (famosa serie di videogiochi Ubisoft). Alita (protagonista di Alita L’angelo della battaglia manga giapponese e film del 2019 diretto da Robert Rodriguez) è stata uno dei miei manga preferiti che ho letto con moltissimo entusiasmo e lei l’ho realizzata da zero, con le braccia (robotiche) e il make-up nuovo, parrucca nuova, insomma è stato un restyling completo. Io adoro anche moltissimo realizzare le parrucche, come ho anticipato prima con Chibiusa; realizzare quelle dei sayan (personaggi della serie Dragon Ball) è veramente una bella sfida però sono veramente contenta. L’ultimo che ho realizzato è stato Gohan super Sayan (Dragon Ball Z). Che porto tanto nel cuore è Rufio da Hook, bimbo sperduto dell’isola che non c’è, film con Dustin Hoffman e Robin Williams. Noi si portò il gruppo al Lucca Comics (la fiera nerd più famosa d’Italia), vi posso dire che, addirittura, da quante foto ci hanno fatto non sono riuscita né a mangiare né ad andare in bagno. Adoro tantissimo stare a contatto con il pubblico, fa parte anche del mio lavoro certo, però essere fotografati ventiquattro ore su ventiquattro è una cosa meravigliosa. Lo trovo un traguardo bellissimo, vuol dire che i vestiti hanno funzionato, piacciono, e quindi io
rimango sempre soddisfatta.


Una volta scelto un cosplay bisogna realizzarlo, il che comporta saper cucire, lavorare materiali, dipingere, a volte un po' di falegnameria, elettronica e saldatura, e ultimo ma non meno importante il trucco. Tu come realizzi i tuoi cosplay?

 


Sì, tutti i make-up dei miei cosplay, ovviamente, li realizzo io, e be’ovviamente non ho, purtroppo, un gruppo di Make-up artist che mi trucca al momento del bisogno, quindi mi devo ovviamente arrangiare. La è cosa molto bella perché si imparano tante cose, a cosa serve un tipo di prodotto, come si usa un altro, insomma, c’è un sacco di lavoro dietro per chi davvero lo fa di professione. Io cerco sempre di realizzare i make-up al meglio possibile; è una sfida, facciamo bene un cosplay facciamo bene anche tutto il resto, e il make-up è una cosa fondamentale. Avendo delle fattezze tipicamente orientali perché io sono indiana, diciamo grazie al make-up, lenti trucco parrucca ecc, riesco ovviamente a cambiarmi il volto e quindi le mie fattezza. Sono molto contenta. Spesso e volentieri succede che i miei followers, i miei fans che mi seguono, sono sempre entusiasti di quello che realizzo. Io sono sempre alla ricerca di personaggi integranti, particolari. È sempre una sfida realizzare anche il make-Up… È sempre una soddisfazione poter realizzare tutto ciò che ci piace.



Vorrei parlare adesso un po' di musica. So che hai studiato canto, sia lirico che moderno, in che modo cosplay e musica possono incontrarsi?



Sì, io ho studiato canto lirico, ma mai moderno, perché sinceramente mi è sempre venuto molto naturale, e questa è una “fortuna” diciamo che mi tengo, perché posso cantare entrambi gli stili, anche nello stesso momento, è una cosa che mi dà tanta soddisfazione e soprattutto posso cantare tanti stili diversi di musica. Allora io ho iniziato a cantare molto tardi, solitamente quando si impara, soprattutto la lirica, si impara a una età molto giovane, dai sedici ai diciotto anni. Io sono andata un pochino più in là, anche perché non avrei mai pensato, sinceramente, di saper cantare, lo dico proprio onestamente. Sì il disegno, sì la pittura, ma il canto mai. Ovviamente canticchiavo, non è che cantassi, non ci avevo mai provato perché ero altamente timida. Io da quando ero piccola ero timidissima, so che non sembra ma ero così davvero. Ho iniziato a studiare canto e ho avuto tantissimi docenti, non è che te ne tieni uno per tutta la vita e con quello vai avanti, no, ne ho cambiati tantissimi. Ognuno aveva una metodologia diversa quindi imparavi tante cose, perché uno magari aveva una tecnica, uno un’altra, e quindi tu sei lì che assimili assimili e ovviamente prendi spunto da tutto.

Unire il cosplay col canto; certo, io ho iniziato prima a fare cosplay poi a imparare a cantare. Mi ricordo ancora che le prime volte che feci dei contest cosplay (gare dove vengono premiati i cosplayers in base a diversi criteri e categorie, come qualità del costume o della esibizione) ovviamente volevo cantare perché mi piaceva, non è che non mi piacesse, mi piaceva tantissimo, però mi vergognavo da morire. Ricordo ancora una Fumettopoli del 2006, e si fece un gruppo bellissimo; si vinse ovviamente, e si fece il gruppo di Final Fantasy VIII (serie di videogiochi giapponese uscito su playstation nel 1999) e io, la scenetta era meravigliosa, era qualcosa di fantastico (durante i contest i cosplyers si esibiscono in piccoli spettacoli per impressionare i giudici e divertire il pubblico), e io alla fine cantai “Eyes on me” (dalla colonna sonora di Final Fantasy VIII). Mi ricordo ancora di quanto mi tremava tutto, mi batteva a mille il cuore e stavo per svenire da quanto avevo paura; ecco, per me era una sfida andare sul palco cercare di cantare per una scenetta cosplay quindi per un divertimento. Presi diciamo la spinta e andai. Le prime battute erano ovviamente tutte tremolanti, quando rivedo il video ogni volta mi viene anche un po' da ridere, poi piano piano mi sono sbloccata. Mi sono sbloccata soprattutto quando poi ho iniziato davvero a imparare a cantare, quindi imparare la respirazione, tenere le note, il che se si sanno bene sfruttare... Perché no? Io ho iniziato il cosplay quasi subito con la musica proprio, nonostante appunto non avessi mai preso delle lezioni. Me lo dicevano in tanti “Hai una bella voce ma tu hai studiato?” “No sono autodidatta” poi dopo dall’autodidatta è diventato uno studio e questo studio mi ha aiuta quando salgo sul palco a cercare di emozionare il pubblico che mi ascolta, è sempre una bellissima soddisfazione, soprattutto quando li vedi che si commuovono per una canzone. È bello sbloccare i ricordi così.


Hai presenziato sul grande schermo come giudice nel programma AllTogetherNow condotto da Michelle Hunziker. Ti va di accennare all’esperienza?

AllTogetherNow è stata una esperienza meravigliosa, unica, e mi ha aiutato tantissimo professionalmente parlando. Ero attorniata poi da tanti volti televisivi, musicisti, vocal coach, attori, sono stata veramente contenta di aver fatto parte di questa grande famiglia, anche perché eravamo tutti diversi ma tutti uguali, tutti colorati con la voglia di scatenarsi sul muro dei cento giudici. Io sono stata contatta tramite la Endemol(società di produzione televisiva) mi hanno trovata tramite la mia pagina Facebook Sunymao. Io sinceramente, lì per lì, non ci credevo, pensavo fosse uno scherzo poi a dirla tutta. Il periodo era oltretutto verso Lucca (che si svolge a fine ottobre) quindi mi scrissero prima del Lucca Comics e il provino lo feci dopo quindi immaginate anche quando feci la fiera ero mega energica, avevo una voglia matta che arrivasse il momento di quando sarei stata provinata. Io e il mio ragazzo, ovviamente il mio compagno di avventura sempre e perpetuo, siamo andati a giù Roma a fare il provino; io ovviamente ero emozionatissima, provini se ne fanno tanti nella vita ma vai a sapere se funzionano o meno. Dopo qualche mese mi hanno risposto “Salve Sunymao sei dentro il muro” e io “Oh mio Dio!” non sapevo se piangere, ridere e morire. Non lo sapevo, ero tutto un insieme. E niente, poi praticamente mi dissero dove andare, che cosa fare ecc. Gli Outfit, dunque, questa è Sunymao quindi la me stessa in versione gattina antropomorfa (Sunita qui indica il cosplay che indossa, un vestito azzurro, parrucca dello stesso colore, orecchie e trucco da gatto). Questo personaggio io lo disegnai quando ero piccolina, ero ancora alle superiori (ridendo), e invece di stare dietro alle lezioni ovviamente disegnavo, ecco mi sembrava giusto. Io ho fatto una scuola di Moda e Costume dove però bisognava stare dietro alle lezioni, non fare altre cose, e mi inventai questo personaggio, anche perché ho unito praticamente due personaggi di videogame, che io adoravo tantissimo; erano due beat’em up, (videogiochi di lotta corpo a corpo) erano Felicia (dalla serie di videogiochi Darkstalker) e Uriko di BlodyRoar; sono due gattine antropomorfe anche loro con l’aspetto umanizzato che io adoravo tantissimo, di Uriko ho fatto anche il cosplay, presi spunto e dissi mi piacerebbe anche a me essere una gattina come loro. Non ho mai avuto occasione di portarla a una fiera cosplay, non ci ho mai pensato perché ero presa a fare personaggi di serie già esistenti, onestamente non mi era mai balenata l’idea anche se sarebbe stata abbastanza ovvia. Quindi con AllTogethereNow ho appunto provato a farne due versioni nel programma, sono piaciute molto e mi ha fatto molto piacere. Tutti gli altri outfit, a parte Chibiusa, sono stati un po' più original(con il termine Original si intendo cosplay basati su personaggi di fantasia inventati dal cosplayer), perché c’era il problema del copyright, Chibiusa era già andata nella prima puntata della prima stagione, sicché è andata così però è piaciuta molto e sono contentissima. Tutti gli altri sono outfit, vestiti che io, alcuni, già avevo, altri non avevo per niente quindi in pochissimo tempo, neanche due settimane, massimo due e mezza, dovevo avere già tutto. Ovviamente si decideva con la sarta che cosa portare, in quale puntata portare che cosa e perché. I copricapi erano la novità (mostrando foto dove indossa degli accessori molto appariscenti), erano quello che rendeva quel personaggio più interessante. Io sono stata veramente contenta di realizzare tutto questo, ovviamente mi rimane quindi è sempre riutilizzabile. Accanto a J-ax io ci sono finita per fortuna. Tanti so che l’hanno scritto, l’hanno pensato, l’hanno detto “eh ma la Sunymao si è messa accanto a J-ax”, no ragazzi non è vero, assolutamente no, perché giustamente essendosi una direzione artistica erano loro che decidevano chi doveva andare e in quale posto o numerazione doveva sedersi. Fatto sta accanto a me quando mi fecero sedere sulla terza fila alla mia destra non avevo nessuno, e quindi dissi “se non c’è nessuno chi ci viene qua?” non capivo, “manca qualcuno non può starci un posto vuoto”. E alla fine poi abbiamo realizzato “oh caspiterina ci si siederà J-ax…Oh mio Dio! Per tutto il tempo?!? Non mi cambiano di posto?!? No!” Sono stata davvero contentissima. Io J-ax ovviamente lo conosco da quando ero piccola, gli Articolo 31, i primi gruppi rap all’italiana, mi piacevano, mi scatenavo abbastanza con le loro canzoni. Siamo stati tranquillissimi insieme, anche perché io non sono una persona che se incontra un vip a forza gli deve rompere le scatole ogni tre per due, si chiama rispetto, anche perché capisco lo stress suo di star sempre lì, di avere tremila cose da fare poi dopo sicuramente aveva altre cose da fare, non è che stava ventiquattro ore su ventiquattro solo a pensare al programma, aveva anche altre sponsorizzazioni, cose, insomma, è un lavoraccio diciamo, è un bel lavoraccio quello di essere famosi. Bene, però è molto stressante. Ecco non l’ho mai infastidito insomma, mi fece vedere la foto del bambino che era allo zoo, io gli dissi “io adoro gli animali quindi hai fatto proprio bene poi Roma è bella” una cosa e un’altra, tutto molto tranquillo. Michelle Hunziker come la vedete è lei, senza maschera, senza niente, è una persona dolcissima, con me è stata gentilissima, molto carina sempre sorridente. Anche lì penso lo stress a mille perché essendo la conduttrice aveva tante responsabilità. Io sono stata veramente contenta di aver preso arte a questa iniziativa, e chissà in futuro cosa ci accadrà a noi artisti, Speriamo si sblocchi il prima possibile questo periodo.


Il cosplay è cresciuto tanto da diventare un lavoro remunerativo, soprattutto in Giappone, dove negli scorsi giorni è stata proposta una legge per chiedere ai cosplayers professionisti di pagare i diritti di immagine dei personaggi di cui vestono i panni. Questa notizia ha scosso non poco i cosplayers di tutto il mondo, basta dare un’occhiata a un qualunque gruppo facebook a tema cosplay, anche se, come specificato da molti articoli, riguarderebbe solamente i cosplayers professionisti e non chi lo fa come hobby. Quale è il tuo pensiero a riguardo?


Io penso che questa come idea sia veramente poco fattibile. Pensiamo che in Giappone i giapponesi sono persone molto rispettose delle regole normative, qua in occidente (ride) insomma si barcolla un pochino. Si può notare anche dalla situazione che purtroppo stiamo vivendo adesso con questa pandemia. Tanti cercano di svincolare rispetto alle regole e poi sono cavoli amari come si suol dire. Se tutto ciò dovesse essere messo in atto credo che si creerà una enorme guerra tra le varie ditte dei vari prodotti, una bella guerra di marketing perché ci sarà la ricerca innanzitutto di cosplayer, ovviamente tra le più rinomate e quindi anche lì competizione a gogo. Io penso che facendo così si perda molto l’idea del cosplay che era all’inizio, appunto era un semplice hobby, così diventa molto più complicato anche poterlo vivere più serenamente.



Ultima domanda. Forse qualcuno che sta leggendo o ascoltando questa intervista adesso è incuriosito e vorrebbe provare ad affacciarsi al mondo dei cosplayers, però lo frena la timidezza, il giudizio di cosplayers veterani e quello di persone che non comprendono questo hobby. Cosa diresti a una persona per incoraggiarla a provare questa esperienza?


Allora ragazzi, per chi volesse iniziare questo favoloso hobby mi raccomando una cosa importantissima: dovete assolutamente pensare a divertivi sempreIl cosplay è comunque un hobby molto molto sano, perché innanzitutto serve per conoscere tante persone, quindi relazionare, dialogare, trovare altre persone con le vostre stesse passioni; aiuta tantissimo anche sull’autostima, andare su un palco, cantare al karaoke, farsi fare le foto; un’altra cosa è quella che tiene il cervello allenato perché realizzare costumi, mettersi il make-up, fare le parrucche insomma oggettistica varie e accessori. Non è un lavoro da poco, quindi tanto di cappello. Perché è un hobby completissimo. Io posso dirvi, magari, per chi è un po' spaventato all’inizio, anche un po' timido, che anche io quando ero agli inizi ero timidissima, avevo una paura folle, ma folle, del palco; e pensate che adesso da avere a paura a esserci sempre c’è una differenza così. E tutto questo perché si trova tanta autostima. È una cosa molto bella. L’unica cosa che vi posso dire è che dovete cercare di non essere mai permalosi, non arrabbiarti troppo, e soprattutto cercare di coltivare questo hobby con tantissima autoironia. Tanta. Vi posso dire che ci sarà sempre e comunque qualcuno che avrà voglia di criticarvi, di voler farvi flame: “e te hai lo stesso cosplay mio uguale” “e te invece ce l’hai fatto male” “e bla bla bla” sono tutti discorsi che purtroppo succedono tuttora, ne leggo un sacco ogni giorno. Io sinceramente queste cose “me ne frega niente” (accompagnando la frase con entrambe le mani che partono da sotto il mento). Ovviamente chi fa le critiche costruttive, questo certo e ovvio, è bene accettarle. Tipo “io avrei usato una stoffa diversa per questo vestito”. Chi chiede anche informazioni e aiuti e qualcuno glieli può dare, perché no? Questa è una cosa molto bella che si crea nell’hobby del cosplay. Quindi anche l’idea di aiutarsi l’uno con l’altro. Quindi mi raccomando non siate spaventati da queste cose perché capiteranno, ne sono capitate a me e continuano, certo non è che son finite lì, ma ovviamente se si sa cogliere l’attimo, e comunque anche la situazione, vedete che ne uscite tranquillamente ed egregiamente.


Ringrazio di cuore Sunymao per avermi concesso questa intervista. E spero di aver incuriosito qualcuno tanto da curiosare un po' in questo mondo. A presto dall’Uovobarbuto.

 


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