giovedì 18 febbraio 2021

Chiacchere Letterarie


CHIACCHERE LETTERARIE

Ho l’onore di presentarvi  la mia rubrica letteraria; parleremo di poesia e libri principalmente della Valle Camonica. Inizierò con due chiacchere con Bortolo Regazzoli un bravissimo poeta  camuno, chiedendogli di raccontarsi un po’: Chi sei , quanti anni, dove abiti, il tuo lavoro, i tuoi interessi e le tue passioni.

 

“Sono nato nel 1951, svolgo l’attività di libero professionista e abito in Valcamonica (Bs). Sono assessore alla cultura del Comune di Berzo Demo, nutro grande interesse per il sapere nella sua globalità, essendo convinto che la verità è nascosta tra le pieghe della conoscenza.

Apprezzo tutte le poesie, tra queste la prediletta è "L'infinito" di G. Leopardi.

Mi piace fare lunghe camminate in qualsiasi luogo: montagna, campagna, spiaggia e nelle vie cittadine.

Coltivo anche l'arte del canto che concretizzo partecipando a formazioni corali.

Amo il silenzio della natura, ma mi piace anche confondermi in mezzo a tanti sconosciuti in modo di poterli osservare e ascoltare indisturbato. Spesso è in questi luoghi che -lasciandomi permeare dai loro suoni- riesco a concentrarmi nella scrittura.

Mi diverto a descrivere, nelle mie poesie, le emozioni delle persone e della natura che sono per me l'invisibile anima che muove l'universo”.

 

- Tra i tuoi interessi so che c’è il teatro e la poesia; raccontaci un po’, da dove nasce il tuo essere attore, organizzatore di eventi teatrali e poeta?

 

“Sono convinto che siamo prigionieri del nostro pensiero calcolante che ci obbliga quotidianamente ad indossare una maschera da competizione. Il palcoscenico, la danza e il canto ci consentono di togliercela e di liberare il nostro essere”.

 

- Quando hai iniziato a scrivere poesie?

 

“Fin da ragazzino ero attratto dal quel mondo dove si raccontano storie. Non immaginavo che più avanti tra i miei scritti ci sarebbero state delle poesie, perché ero convinto che dovessero contenere necessariamente le rime. Ho scoperto in seguito che, se ci sono, aumentano il piacere in chi legge, ma non possono sostituire l’ingrediente fondamentale: l’anima”.

 

- Da dove trai la tua prima ispirazione?

 

“Nelle tante emozioni umane e della natura che continuano a richiamare la mia attenzione”.

 

- Spesso pubblichi le tue poesie su facebook, hai mai pensato di raccoglierle in un libro, come lo realizzeresti? Magari esiste già, se sì parlacene.

 

“Alcune sono già state pubblicate nel libro, “La Poesia è una lettera d’amore inviata al mondo”, pubblicato dalla casa editrice “Pagine”. Altre sono state ospitate nel calendario della “Forneria, pasticceria Salvetti”.

Sicuramente in futuro le organizzerò in un volume”.

 

- L’attrice Vanessa Redgrave ha fatto questa affermazione:

Teatro e poesia erano cose che hanno aiutato le persone a rimanere in vita. E vogliono continuare a vivere.

Visto il periodo che stiamo vivendo, tu cosa ne pensi?

 

“Personalmente sono convinto che il poeta è colui che -parafrasando il sommo Dante- dopo aver varcato il portone della selva oscura, non si lascia imprigionare dalla legge di gravità del male, ma con l’aiuto dei ricordi (Beatrice) e di qualche amico (Virgilio) torna a riveder le stelle. Non è facile, ma quando ci riesce, la poesia assume una posizione “salvifica” dell’umanità”.

 

- Tra tutte le poesie che hai scritto a quale sei più legato?

 

“Ogni giorno Facebook mi ripropone gli scritti che ho pubblicato negli anni precedenti, li rileggo e a distanza di tempo rivedo il sentimento che li ha mossi. Tra questi sono due quelli a cui sono particolarmente legato: una poesia scritta a “Mia madre” e una dialettale dedicata a mia moglie “I süpulì de legn”.

 

Un grazie per la disponibilità, per chiudere, come sai nel giornalino sono presenti molti ragazzi, anche piuttosto giovani, che consigli ti senti di dargli per iniziare a scrivere poesie?

 

“Scrivere poesie aiuta a conoscere noi stessi, cosa abbiamo dentro, a imparare a farlo emergere e a gestirlo. Ai giovani consiglio di alzare gli occhi verso la bellezza e provare a descriverla.

Il poeta vecchio stile annotava in un bloc-notes ciò che osservava o emergeva dal suo inconscio per poterlo successivamente elaborare. Oggi tutti i ragazzini sono facilitati nel compito perché dispongono di un telefonino dove si possono registrare appunti riguardo alle proprie sensazioni che possono diventare le prime “note” di una sinfonia poetica”.


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