CHIACCHERE LETTERARIE
Ho
l’onore di presentarvi la mia rubrica
letteraria; parleremo di poesia e libri principalmente della Valle Camonica. Inizierò
con due chiacchere con Bortolo Regazzoli un bravissimo poeta camuno, chiedendogli di raccontarsi un po’: Chi sei , quanti anni, dove abiti, il
tuo lavoro, i tuoi interessi e le tue passioni.
“Sono nato nel 1951,
svolgo l’attività di libero professionista e abito in Valcamonica (Bs). Sono
assessore alla cultura del Comune di Berzo Demo, nutro grande interesse per il
sapere nella sua globalità, essendo convinto che la verità è nascosta tra le
pieghe della conoscenza.
Apprezzo tutte le
poesie, tra queste la prediletta è "L'infinito" di G. Leopardi.
Mi piace fare lunghe
camminate in qualsiasi luogo: montagna, campagna, spiaggia e nelle vie
cittadine.
Coltivo anche l'arte del
canto che concretizzo partecipando a formazioni corali.
Amo il silenzio della natura,
ma mi piace anche confondermi in mezzo a tanti sconosciuti in modo di poterli
osservare e ascoltare indisturbato. Spesso è in questi luoghi che -lasciandomi
permeare dai loro suoni- riesco a concentrarmi nella scrittura.
Mi diverto a descrivere,
nelle mie poesie, le emozioni delle persone e della natura che sono per me
l'invisibile anima che muove l'universo”.
- Tra i tuoi interessi
so che c’è il teatro e la poesia; raccontaci un po’, da dove nasce il tuo
essere attore, organizzatore di eventi teatrali e poeta?
“Sono convinto che siamo
prigionieri del nostro pensiero calcolante che ci obbliga quotidianamente ad
indossare una maschera da competizione. Il palcoscenico, la danza e il canto ci
consentono di togliercela e di liberare il nostro essere”.
- Quando hai iniziato a
scrivere poesie?
“Fin da ragazzino ero
attratto dal quel mondo dove si raccontano storie. Non immaginavo che più
avanti tra i miei scritti ci sarebbero state delle poesie, perché ero convinto
che dovessero contenere necessariamente le rime. Ho scoperto in seguito che, se
ci sono, aumentano il piacere in chi legge, ma non possono sostituire
l’ingrediente fondamentale: l’anima”.
- Da dove trai la tua
prima ispirazione?
“Nelle tante emozioni
umane e della natura che continuano a richiamare la mia attenzione”.
- Spesso pubblichi le
tue poesie su facebook, hai mai pensato di raccoglierle in un libro, come lo
realizzeresti? Magari esiste già, se sì parlacene.
“Alcune sono già state
pubblicate nel libro, “La Poesia è una lettera d’amore inviata al mondo”,
pubblicato dalla casa editrice “Pagine”. Altre sono state ospitate nel
calendario della “Forneria, pasticceria Salvetti”.
Sicuramente in futuro le
organizzerò in un volume”.
- L’attrice Vanessa
Redgrave ha fatto questa affermazione:
“Teatro e poesia
erano cose che hanno aiutato le persone a rimanere in vita. E vogliono
continuare a vivere.”
Visto il periodo che
stiamo vivendo, tu cosa ne pensi?
“Personalmente sono
convinto che il poeta è colui che -parafrasando il sommo Dante- dopo aver
varcato il portone della selva oscura, non si lascia imprigionare dalla legge
di gravità del male, ma con l’aiuto dei ricordi (Beatrice) e di qualche amico
(Virgilio) torna a riveder le stelle. Non è facile, ma quando ci riesce, la
poesia assume una posizione “salvifica” dell’umanità”.
- Tra tutte le poesie
che hai scritto a quale sei più legato?
“Ogni giorno Facebook mi
ripropone gli scritti che ho pubblicato negli anni precedenti, li rileggo e a
distanza di tempo rivedo il sentimento che li ha mossi. Tra questi sono due
quelli a cui sono particolarmente legato: una poesia scritta a “Mia madre” e
una dialettale dedicata a mia moglie “I süpulì de legn”.
Un grazie per la
disponibilità, per chiudere, come sai nel giornalino sono presenti molti
ragazzi, anche piuttosto giovani, che consigli ti senti di dargli per iniziare
a scrivere poesie?
“Scrivere poesie aiuta a
conoscere noi stessi, cosa abbiamo dentro, a imparare a farlo emergere e a
gestirlo. Ai giovani consiglio di alzare gli occhi verso la bellezza e provare
a descriverla.
Il poeta vecchio stile
annotava in un bloc-notes ciò che osservava o emergeva dal suo inconscio per
poterlo successivamente elaborare. Oggi tutti i ragazzini sono facilitati nel
compito perché dispongono di un telefonino dove si possono registrare appunti
riguardo alle proprie sensazioni che possono diventare le prime “note” di una
sinfonia poetica”.

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