POESIE DI BORTOLO REGAZZOLI
I SÜPILÌ DE LÈGN
Lò hsemper en mènt
chela pina
con la istina a fiùr
i süpilì de legn
e iögiàtì curiùs
de spirinsina,
en del so is
‘l se lüstràa
‘l bagliur del sul a mesdè,
quandt
‘n sa hse ‘n contràcc
‘n sa hse pö abbandonàcc,
chel che ‘l ma ligàt ansèma
le stàt
i süpilì de legn
che aimà hsempar
curìt rè ‘n dei menadùr dela ita
e iögiatì celèscc
de spirinsina
che aimà lisìt
an del cör
tüc i dè
L’ho sempre
nella mente
quella ragazzina
con il vestito a fiori
gli zoccoletti di legno
e gli occhi curiosi
di “spirinsina”,
nella luce del suo viso
si specchiava
il Paradiso.
Quando
ci siamo incontrati
è mai più
abbandonati,
ci hanno mantenuto
legati:
gli zoccoletti di legno
che mi hanno
sempre seguito
negli irti sentieri della vita,
gli occhi celesti
di “spirinsina”
che tutti i giorni
mi hanno letto
dentro l’anima.
La spirinsina è il termine dialettale del piccolo uccello “ballerina
gialla.”
MIA MADRE
Forse il caso
cercavo nel cassetto
fotografie del passato
la tua ho trovato.
Non volevi
essere fotografata
temevi il furto
delle storie
che il volto celava.
Per la prima volta
ho notato i tuoi occhi neri
già visti
ma mai guardati
i tuoi capelli castani
sempre dal velo erano celati
ho rivisto il tuo sguardo
schivo, riservato.
Ti ho immaginato
all'età di otto anni
quando per l'Australia
tuo padre è partito
e non più tornato.
Ti ho visto tredicenne
piangente al funerale
della tua giovane mamma.
Quelle lacrime
non sono mai
completamente
asciugate
ad altre si sono mescolate
temevi forse
che venissero svelate.
Ma in quelle lacrime
si specchiavano
luccicando
le stelle della dolcezza
della felicità.
Oggi mi accorgo
che non ti ho mai guardato
scopro
quante storie
mai lette
nel tuo volto
la vita aveva disegnato.
La serenità non è una meta,
una cima da conquistare,
né una corsa contro il vento,
è una dimensione,
la dimora senza tetto e pareti
della pace interiore,
a volte prigioniera del buio
si libera nelle lacrime
asciugate dal tenuo calore
della fiamma di una candela,
ritrova nella preghiera il respiro,
la serenità è la culla
delle domande e delle risposte
sul senso della vita.
Tu non odiare
mai,
se vuoi rendere giustizia
a chi nel fumo è salito in cielo
annientato per mano di chi pensava
di avere il diritto
di sentirsi primo,
tu non odiare
mai,
per non dimenticare
Ricordati
Il più alto senso della vita
di esaltazione del proprio stare
è racchiuso nel palmo di Quella mano
dove il pesante martello dell’odio
ha esaltato, piantando un chiodo,
le corde dell’amore
Tu
non odiare
mai
e sentirai il canto della vita.
Nessun commento:
Posta un commento