giovedì 18 febbraio 2021

POESIE (Febbraio)

POESIE DI BORTOLO REGAZZOLI 


I SÜPILÌ DE LÈGN

Lò hsemper en mènt

chela pina

con la istina a fiùr

i süpilì de legn

e iögiàtì curiùs

de spirinsina,

en del so is

‘l se lüstràa

‘l bagliur del sul a mesdè,

quandt

‘n sa hse ‘n contràcc

‘n sa hse pö abbandonàcc,

chel che ‘l ma ligàt ansèma

le stàt

i süpilì de legn

che aimà hsempar

curìt rè ‘n dei menadùr dela ita

e iögiatì celèscc

de spirinsina

che aimà lisìt

an del cör

tüc i dè

 

L’ho sempre

nella mente

quella ragazzina

con il vestito a fiori

gli zoccoletti di legno

e gli occhi curiosi

di “spirinsina”,

nella luce del suo viso

si specchiava

il Paradiso.

Quando

ci siamo incontrati

è mai più

abbandonati,

ci hanno mantenuto

legati:

gli zoccoletti di legno

che mi hanno

sempre seguito

negli irti sentieri della vita,

gli occhi celesti

di “spirinsina”

che tutti i giorni

mi hanno letto

dentro l’anima.

 

La spirinsina è il termine dialettale del piccolo uccello “ballerina gialla.”


MIA MADRE

Forse il caso

cercavo nel cassetto

fotografie del passato

la tua ho trovato.

Non volevi

essere fotografata

temevi il furto

delle storie

che il volto celava.

Per la prima volta

ho notato i tuoi occhi neri

già visti

ma mai guardati

i tuoi capelli castani

sempre dal velo erano celati

ho rivisto il tuo sguardo

schivo, riservato.

Ti ho immaginato

all'età di otto anni

quando per l'Australia

tuo padre è partito

e non più tornato.

Ti ho visto tredicenne

piangente al funerale

della tua giovane mamma.

Quelle lacrime

non sono mai

completamente

asciugate

ad altre si sono mescolate

temevi forse

che venissero svelate.

Ma in quelle lacrime

si specchiavano

luccicando

le stelle della dolcezza

della felicità.

Oggi mi accorgo

che non ti ho mai guardato

scopro

quante storie

mai lette

nel tuo volto

la vita aveva disegnato.



La serenità non è una meta,

una cima da conquistare,

né una corsa contro il vento,

è una dimensione,

la dimora senza tetto e pareti

della pace interiore,

a volte prigioniera del buio

si libera nelle lacrime

asciugate dal tenuo calore

della fiamma di una candela,

ritrova nella preghiera il respiro,

la serenità è la culla

delle domande e delle risposte

sul senso della vita.



Tu non odiare

mai,

se vuoi rendere giustizia

a chi nel fumo è salito in cielo

annientato per mano di chi pensava

di avere il diritto

di sentirsi primo,

tu non odiare

mai,


per non dimenticare


Ricordati

Il più alto senso della vita

di esaltazione del proprio stare

è racchiuso nel palmo di Quella mano

dove il pesante martello dell’odio

ha esaltato, piantando un chiodo,

le corde dell’amore

Tu

non odiare

mai

e sentirai il canto della vita.









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