giovedì 20 maggio 2021

RECENSIONE FILM (MAGGIO)


IL TEMPO SI E’ FERMATO – Ermanno Olmi, 1958

Mi sono imbattuta in questo film durante un corso universitario a proposito dei film della montagna. Grandissimo punto a favore di questo è film è sicuramente il fatto che sia stata girato sul monte Adamello vicino al lago Pantano – Avio, il che rende questo prodotto molto vicino a noi e sicuramente offre dei paesaggi suggestivi. Olmi inizialmente pensò di creare un documentario, ma poi la produzione prese un’altra via fino a coinvolgerci in questo piccolo capolavoro con audio preso dal vivo e attori non professionisti (caratteri tipici del neorealismo).

 

La trama gira attorno alla convivenza forzata di pochi giorni tra Natale, guardiano della diga del Pantano – Avio, abituato al duro lavoro e alla vita solitaria che la sua professione gli impone e il giovane Roberto Seveso, tirocinante che si appresta a una delle sue prime esperienze lavorative alternative allo studio universitario. I due protagonisti, costretti a passare insieme le vacanze natalizie isolati dal resto del mondo, avranno modo di esprimere le loro differenze caratteriali (Natale burbero e introverso e Roberto esuberante e estroverso) e generazionale in un continuo dialogo fatto per lo più di sguardi, lunghi silenzi e qualche sorriso.

Olmi rimane imparziale dietro la macchina da presa e lascia che questi due personaggi si rivelino per quello che sono senza il minimo giudizio, ma semplicemente con uno sguardo interessato a scoprite quanto entrambi possano imparare l’uno dal l’altro, in una sorta di gioco sociologico in cui “il vecchio e il bambino” possano convivere e condividere tanto non appena abbandonano i pregiudizi generazionali che li dividono.

Un tema quindi sempre attuale e interessante; il tutto condito da una buona dose di dialetto locale che dà ancora una volta un’impronta più intima e uno sguardo quasi interno alle esperienze vissute dai due protagonisti. 




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