Principessa
Mononoke
Oggi parliamo di un film di qualche anno fa. Per essere precisi un film del 1997. Giunto per la prima volta nelle sale italiane nel 2000, ha avuto una nuova luce grazie ad un nuovo (e discusso) doppiaggio nel 2014. L’opera ha molti riferimenti alla mitologia giapponese e le traduzioni unite agli adattamenti rendono perfettamente l’idea, ma io mi ritroverò spesso a citare termini direttamente usati nei doppiaggi. Questi termini verranno messi tra “virgolette ed in corsivo” per evidenziarli. Se guarderete il film alcuni di questi coincideranno ed altri saranno sostituiti con altri termini simili.
Info
· Titolo: Mononoke-hime (PrincessMononoke)
· Genere:Animazione, Epico, Drammatico, Fantasy
· Anno:1997
· Durata:128’
· Regista:Hayao Miyazaki
· Casa di produzione:Studio Ghibli
·
Distributore italiano:The Walt Disney Company Italia (2000), Lucky Red(2014)
·
Link Amazon:https://www.amazon.it/Principessa-Mononoke-animazione/dp/B00K7TM6XI
·
Trailer: https://youtu.be/sk1Hw7lt2Cc
Principessa Mononoke è una delle più grandi opere di
Miyazaki e del famosissimo Studio Ghibli. Tra le opere maggiormente diffuse in
Italia, create dallo stesso autore e dalla stessa casa di produzione, abbiamo
“Il mio vicino Totoro”,”La città incantata”, “Kiki – Consegne a Domicilio” e
“Ponyo sulla scogliera”. Oltre questi,ci sono molte opere d’arte (perché non
possono essere definite in altro modo) di quello che è considerato il più
grande maestro dell’animazione giapponese. Come detto in precedenza, esistono 2
versioni italiane del film. Per questo la recensione punterà a coprirle
entrambe.
Contesto
e trama
Giappone feudale, 1600 circa. Il protagonista è il giovane “principe” di una tribù oramai in declino a causa di una guerra antica. Un giorno il villaggio viene attaccato da una “divinità maligna”, che si rivelerà avere sembianze di un enorme cinghiale, ed il giovane viene maledetto dalla piaga. Per questo abbandonerà la sua tribù e la propria promessa sposa. Sì! La fanciulla all’inizio non è la sorella, ma la promessa sposa. Si chiamano “fratelli e sorelle” per le usanze del villaggio, essendo gli ultimi sopravvissuti di quell’antica tribù nonostante non siano effettivamente fratello e sorella. Tenetelo a mente durante la visione del film!
Si reca verso ovest, da dove proveniva la bestia, alla ricerca di spiegazioni e di un modo per evitare la morte che lo attende. Durante il suo viaggio giunge presso una foresta sacra, abitata da spiriti e non solo. Durante le sue vicende il giovane scopre che la foresta è in pericolo a causa degli uomini che abitano la vicina “città del ferro” che per estrarre il minerale dalla montagna deve abbattere molti alberi. Viceversa la città è in pericolo a causa dei costanti attacchi da parte degli “spiriti” della foresta e di questa “Fanciulla Spettro” che vive assieme agli spiriti. Il giovane si ritroverà ad osservare la situazione con “occhi non velati dall’odio”ed a fare da mediatore tra la Natura e l’Uomo.
Qualità grafica e Colonna sonora
Per quanto riguarda la grafica, stiamo parlando di un’opera
risalente a quasi 25 anni fa. Animazione tradizionale fatta a mano. I disegni e
le animazioni sono di ottima qualità per il periodo in cui sono state fatte, ai
giorni nostri sono forse leggermente datate. La colonna sonora è ottima, in
alcuni momenti i silenzi strategici permettono di capire la solennità
dell’evento. Durante tutto il film l’audio rende immersivo ed enfatizza
perfettamente ciò che i nostri occhi vedono, a volte aggiungendo un alone di
mistero, a volte enfatizzando la carica emotiva della scena.
Caratterizzazione
I personaggi Principali, ovvero Ashitaka (il protagonista) e
San (la protagonista) sono ben caratterizzati, hanno il loro carattere ed il
loro modo di fare ben definito, nonostante ciò in alcune scene loro stessi
rivelano altri lati del loro carattere. La maggior parte dei personaggi
secondari è altrettanto ben caratterizzata. Avendo meno tempo a schermo non
sono approfonditi quanto i protagonisti, ma riusciamo perfettamente a
comprenderli ed a volte persino a percepire i loro ragionamenti logici.
Il mio
parere
Principessa Mononoke è uno dei miei film Preferiti, non ve lo starei proponendo se non lo ritenessi valido. Personalmente preferisco il doppiaggio del 2014, è più fedele all’originale, ed è forse un pochettino più schietto. Purtroppo considerando che la versione originale giapponese era fatto in un “Giapponese arcaico”, per rendere l’idea è stato ridoppiato con una versione molto “aulica ed altisonante”. Se vi guarderete la versione del 2014 tenetelo a mente. Sentire termini come “sommo” o “fanciulla” usati spesso, da diversi personaggi e come termini normalissimi spesso da una sensazione di estraniamento. Purtroppo un’ambientazione simile in Italia l’abbiamo solamente in un’epoca precedente all’impero Romano, quindi il doppiaggio ha puntato ad una versione semplicemente “aulica”. Per questo se la visione è per ragazzini, suggerisco la versione del 2000. Sicuramente più facilmente comprensibile anche se meno fedele. Piccola nota finale: i Mononoke sono degli spiriti della tradizione giapponese, per questo la traduzione migliore per comprendere il significato del titolo la “Principessa Spettro”, riferito alla protagonista San che viene chiamata “Mononoke” o “ragazza spettro”.
Critica
e Botteghino
In Giappone il film è stato campione d’incassi nel 1997 con
più di 110 milioni di dollari, al di fuori del sol levante l’incasso totale è
stimato oltre i 159 milioni di dollari. La critica ha sempre recensito il film
in maniera molto positiva, considerandolo uno dei migliori film di animazione
in grado di trasmettere un messaggio importante ed in grado di sensibilizzare
su uno dei grandi problemi che affliggono la società.
Altri
pareri
G.E.
La Principessa Mononoke è di certo
una delle opere migliori e complesse fatte da Hayao Miyazaki, infatti esso si
distacca dagli altri film tipici dello Studio Ghibli, con un’ambientazione e
con un tema più cupo ed adulta. Senza andare nel dettaglio con la trama, per
chi lo volesse recuperare, è ben strutturata e le scene di violenza sono ben
contestualizzate, non sono lì buttate a caso ed hanno il principale scopo di
rafforzare il tema del film.
Esistono due doppiaggi, quello distribuito nel 2000 dalla allora Walt Disney
Studios Motion Pictures, che si può trovare tranquillamente su internet ed uno
del 2014 fatto da Lucky Red con il riadattamento curato da Gualtiero Cannarsi,
quest’ultimo si può trovare solamente su Netflix e nei Blue Ray. Mi sono visto
entrambi gli adattamenti e ad essere sincero sconsiglio fortemente quello più
recente, il lavoro fatto è veramente pessimo si va da termini aulici che
stonano fortemente con l’ambientazione, fino ad arrivare a frasi completamente
sconnesse e prive di senso.
In definitiva consiglio vivamente di vedere questo capolavoro, per chi ancora
non l’avesse visto, essendo in assoluto uno dei film di animazione migliori che
si sia, tanto da spingermi a suggerire la visione anche ai bambini,
preferibilmente con la compagnia di un adulto.
Gaia
15 anni
Il film mi è piaciuto, la storia, l'ambientazione, il legame tra umani e animali.
La cosa anche mi ha colpito maggiormente è stata questa "rielaborazione" dell'aspetto di un demone (con Okkoto); penso che l'aspetto che una persona si aspetterebbe da un demone sarebbe simile a quella del Dio Bestia, con un sorriso quasi inquietante ma allo stesso tempo confortevole e con gli occhi rossi lampanti, invece si é deciso di rappresentarlo come questa miscela tra petrolio e vermi.
L'atmosfera, l'ambientazione della foresta e il Dio bestia ricordano The legend of Zelda breath of the wild, soprattutto I Kodama(che assomigliano a i Korogu).
Molto interessante all'inizio, ma secondo me perde un attimo nella vicenda e alla fine succede tutto così velocemente che sembrano passare solo 5 minuti.
Apprezzo Lady Eboshi che è un' ottima combattente.
Il protagonista è un ottimo guerriero e sa scegliere sempre da che parte stare.
Nonostante le donne siano sottovalutate, dimostrano la loro forza e non si fanno mettere i piedi in testa.
Bel film, lo consiglio.
UN DISEGNO FATTO DAI FAN
APPROVATO!





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