martedì 16 marzo 2021

CHIACCHIERE LETTERARIE: ALESSANDRO “ANDO” DOMENIGHINI

 

Per le nostre chiacchiere letterarie di marzo intervistiamo uno scrittore artognese, Alessandro “Ando” Domenighini. Naturalmente iniziamo con le domande di rito:

 

- Raccontaci un po’ di te: chi sei, quanti anni hai, il tuo lavoro, i tuoi interessi e le tue passioni…

 

Cominciamo dalle note dolenti. Mi sembra strano dirlo, ma ormai anch’io vado per i cinquant’anni. Quando ero ragazzo, i cinquantenni mi sembravano delle cariatidi con un piede nella fossa e, adesso che tocca a me, devo dire che… è proprio così! Scherzi a parte, sono nato nel 1974, sono sempre vissuto ad Artogne e mi piacciono moltissime cose: dalla lettura al cinema, dal trekking in montagna allo sport, con un occhio di riguardo per il tennis, il pingpong e gli scacchi. Oltre alla scrittura, ovviamente. Nei momenti liberi mi sono sposato e ho messo su famiglia.

 

- Prima di parlare dei tuoi libri facciamo un tuffo nel passato. Tu stesso hai partecipato alla stesura del giornalino Sbang, hai calcato le scene in alcuni spettacoli e hai collaborato attivamente alle iniziative in oratorio; hai un ricordo particolare o una riflessione su quel periodo?

 

Ho moltissimi ricordi entusiasmanti della mia gioventù. Ad esempio, la serie di vignette che curavo su Sbang (dimenticavo, la satira è un altro dei miei interessi: seguite ll_test_della_gallina su Instagram). Ricordo anche quello spettacolo in cui interpretavo Gandhi (in realtà mi ricordo soprattutto il terrore che avevo prima di salire sul palco). Poi, le settimane ad Acquebone con l’oratorio e quelle in Trentino con l’Azione Cattolica. La mia riflessione è semplice. Io non credo affatto che “si stava meglio una volta”, ogni epoca ha i suoi pregi e le sue difficoltà. Noi, però, ce la siamo proprio spassata, senza dubbio …

 


-Passiamo ora alla tua attività di scrittore: Partita alla cieca, presentato anche con uno spettacolo teatrale e un cd di canzoni Io padre e il più recente: Reparto paternità; quando e perché hai iniziato a scrivere? Ti va di descriverci i tuoi lavori e da dove trai l’ispirazione per i tuoi libri, canzoni e teatro?

 

Tutte le opere che hai citato sono scaturite da un unico evento: la nascita e la morte prematura del mio secondogenito Saverio. Nulla di ciò che ho scritto si può definire “autobiografico” in senso stretto, sono pur sempre storie di fantasia, non sono affatto un diario della mia vita. Potrei dire, però, che il mio anno vissuto con lui (il 2012) ha dato la stura a tutte le riflessioni ed emozioni che covavano dentro di me da una vita intera.



 

-Nei tuoi libri affronti argomenti come malattia e diversità, temi molto delicati e attuali; in che modo hai sviluppato queste tematiche?

 

Sì, affronto spesso temi intimi e a volte anche molto divisivi, come, ad esempio, il c.d. “aborto terapeutico”, cioè la drammatica scelta che la mamma deve affrontare, quando scopre che il bimbo che porta in grembo è affetto da una malattia grave. In questi casi è fortissimo il rischio di oscillare tra un approccio patetico (per impietosire) o al contrario uno arrogante (pretendendo di insegnare qualcosa agli altri). Io mi sforzo di restare equidistante tra questi due eccessi, per quanto possibile. Se poi ci riesca o no, è compito dei lettori rispondere.

 

-Hai una presentazione di un libro, oppure una gratificazione particolare legata ai tuoi libri che ti piacerebbe raccontare?

 

Le soddisfazioni personali che ho ricevuto sono state enormi e al di là di ogni aspettativa. Ho ricevuto moltissimi complimenti e soprattutto ho avvertito chiaramente l’emozione suscitata in tante persone, sia coi libri che con le canzoni. Tra le recensioni di stampa, mi piace segnalare quella del Magazine Inail SuperAbile, in cui il libro Reparto Paternità viene presentato come “ermetico, originale, intenso”.

 

-Tra i tuoi racconti ce n’é uno al quale sei particolarmente legato? Perché?

 

In realtà tutti i racconti rappresentano molto per me, nessuno escluso. Se proprio devo scegliere, direi Nero non è un colore, perché è stato il primo che ho scritto e perché ha ricevuto molti premi che mi hanno convinto a insistere con la stesura del libro.

 

-Dove possiamo trovare i tuoi libri? Naturalmente speriamo di organizzare ad Artogne una presentazione, ma oltre a questo e Covid permettendo, quali sono i progetti futuri?

 

Reparto Paternità (Infinito Edizioni, 2020) si trova in ogni libreria oppure negli store online (Amazon, IBS, etc.). Le altre opere bisogna chiederle a me … oppure alle Fiere del Libro che organizzate voi!

Spero anch’io che si possa tornare a organizzare qualche presentazione. Mi è mancata moltissimo questa componente nell’ultimo anno.

Progetti futuri? Un bel poliziesco ambientato in Valcamonica!

 

-Un grazie per la disponibilità. Per chiudere, come sai nel giornalino sono presenti molti ragazzi, anche piuttosto giovani; hai un messaggio da lasciargli?

 

Innanzitutto complimenti per il giornalino: è molto vario e interessante, non posso che spronarvi a continuare così. Tutte le attività creative che fate alla vostra età, specialmente se insieme ad altri coetanei, diventeranno una riserva di carburante anche per l’età adulta. Intanto, però, godetevela e non pensateci troppo …



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