Per le nostre chiacchiere letterarie di marzo intervistiamo uno scrittore artognese, Alessandro “Ando” Domenighini. Naturalmente iniziamo con le domande di rito:
- Raccontaci un po’ di te: chi sei, quanti
anni hai, il tuo lavoro, i tuoi interessi e le tue passioni…
Cominciamo dalle note dolenti. Mi sembra strano dirlo, ma ormai anch’io
vado per i cinquant’anni. Quando ero ragazzo, i cinquantenni mi sembravano
delle cariatidi con un piede nella fossa e, adesso che tocca a me, devo dire
che… è proprio così! Scherzi a parte, sono nato nel 1974, sono sempre vissuto
ad Artogne e mi piacciono moltissime cose: dalla lettura al cinema, dal
trekking in montagna allo sport, con un occhio di riguardo per il tennis, il
pingpong e gli scacchi. Oltre alla scrittura, ovviamente. Nei momenti liberi mi
sono sposato e ho messo su famiglia.
- Prima di parlare dei tuoi libri facciamo
un tuffo nel passato. Tu stesso hai partecipato alla stesura del giornalino Sbang, hai calcato le scene in alcuni
spettacoli e hai collaborato attivamente alle iniziative in oratorio; hai un
ricordo particolare o una riflessione su quel periodo?
Ho moltissimi ricordi entusiasmanti della mia gioventù. Ad esempio, la
serie di vignette che curavo su Sbang
(dimenticavo, la satira è un altro dei miei interessi: seguite ll_test_della_gallina su Instagram).
Ricordo anche quello spettacolo in cui interpretavo Gandhi (in realtà mi
ricordo soprattutto il terrore che avevo prima di salire sul palco). Poi, le
settimane ad Acquebone con l’oratorio e quelle in Trentino con l’Azione
Cattolica. La mia riflessione è semplice. Io non credo affatto che “si stava
meglio una volta”, ogni epoca ha i suoi pregi e le sue difficoltà. Noi, però,
ce la siamo proprio spassata, senza dubbio …
-Passiamo ora alla tua attività di
scrittore: Partita alla cieca,
presentato anche con uno spettacolo teatrale e un cd di canzoni Io padre e il più recente: Reparto paternità; quando e perché hai
iniziato a scrivere? Ti va di descriverci i tuoi lavori e da dove trai
l’ispirazione per i tuoi libri, canzoni e teatro?
Tutte le opere che hai citato sono scaturite da un unico evento: la nascita
e la morte prematura del mio secondogenito Saverio. Nulla di ciò che ho scritto
si può definire “autobiografico” in senso stretto, sono pur sempre storie di
fantasia, non sono affatto un diario della mia vita. Potrei dire, però, che il
mio anno vissuto con lui (il 2012) ha dato la stura a tutte le riflessioni ed
emozioni che covavano dentro di me da una vita intera.
-Nei tuoi libri affronti argomenti come
malattia e diversità, temi molto delicati e attuali; in che modo hai sviluppato
queste tematiche?
Sì, affronto spesso temi intimi e a volte anche molto divisivi, come, ad
esempio, il c.d. “aborto terapeutico”, cioè la drammatica scelta che la mamma
deve affrontare, quando scopre che il bimbo che porta in grembo è affetto da
una malattia grave. In questi casi è fortissimo il rischio di oscillare tra un
approccio patetico (per impietosire) o al contrario uno arrogante (pretendendo
di insegnare qualcosa agli altri). Io mi sforzo di restare equidistante tra
questi due eccessi, per quanto possibile. Se poi ci riesca o no, è compito dei
lettori rispondere.
-Hai una presentazione di un libro, oppure
una gratificazione particolare legata ai tuoi libri che ti piacerebbe raccontare?
Le soddisfazioni personali che ho ricevuto sono state enormi e al di là di
ogni aspettativa. Ho ricevuto moltissimi complimenti e soprattutto ho avvertito
chiaramente l’emozione suscitata in tante persone, sia coi libri che con le
canzoni. Tra le recensioni di stampa, mi piace segnalare quella del Magazine
Inail SuperAbile, in cui il libro Reparto Paternità viene presentato come
“ermetico, originale, intenso”.
-Tra i tuoi racconti ce n’é uno al quale
sei particolarmente legato? Perché?
In realtà tutti i racconti rappresentano molto per me, nessuno escluso. Se
proprio devo scegliere, direi Nero non è
un colore, perché è stato il primo che ho scritto e perché ha ricevuto molti
premi che mi hanno convinto a insistere con la stesura del libro.
-Dove possiamo trovare i tuoi libri? Naturalmente
speriamo di organizzare ad Artogne una presentazione, ma oltre a questo e Covid
permettendo, quali sono i progetti futuri?
Reparto Paternità (Infinito Edizioni,
2020) si trova in ogni libreria oppure negli store online (Amazon, IBS, etc.).
Le altre opere bisogna chiederle a me … oppure alle Fiere del Libro che
organizzate voi!
Spero anch’io che si possa tornare a organizzare qualche presentazione. Mi
è mancata moltissimo questa componente nell’ultimo anno.
Progetti futuri? Un bel poliziesco ambientato in Valcamonica!
-Un grazie per la disponibilità. Per
chiudere, come sai nel giornalino sono presenti molti ragazzi, anche piuttosto
giovani; hai un messaggio da lasciargli?
Innanzitutto complimenti per il giornalino: è molto vario e interessante, non
posso che spronarvi a continuare così. Tutte le attività creative che fate alla
vostra età, specialmente se insieme ad altri coetanei, diventeranno una riserva
di carburante anche per l’età adulta. Intanto, però, godetevela e non pensateci
troppo …





Nessun commento:
Posta un commento