Recensione Una serie di sfortunati eventi
(2017 – 2019)
“Una serie di sfortunati eventi” prende
ispirazione dal ciclo di romanzi per ragazzi di LemonySnicket, voce
narrante che ci guida durante le vicissitudini dei poveri fratelli
Baudelaire.
La serie narra,
appunto, delle infauste avventure di Violet, Klaus e Sunny Baudelaire, rimasti
orfani a causa di un misterioso incendio che ha ucciso i loro genitori. Rimasti
soli, i bambini verranno affidati ad un’improbabile e sconosciuto tutore, il
conte Olaf. “Abile” attore ed “esperto” nell’arte del travestirsi, Olaf vuole
mettere mano sull’enorme fortuna dei Baudelaire ed ucciderli. Una volta
smascherate le sue vere intenzioni, i tre fratelli verranno affidati a vari
tutori, considerati dal Signor Poe, amministratore dei beni degli orfani,
presunti parenti lontani. Il Conte Olaf però, non rinuncia facilmente ad
impossessarsi della ricchezza dei Baudelaire, e grazie a vari travestimenti e
personaggi assurdi Olaf riuscirà sempre ad imbrogliare i tutori ed arrivare ai
bambini.
Con questa serie si
viene trasportati in un luogo dal tempo indefinito, in cui i personaggi
interagiscono in modo bizzarro, quasi teatrale, che spesso diverte, e il
mondo come lo conosciamo noi viene capovolto: i bambini sono i razionali della
situazione, gli adulti i creduloni.
La serie è immersa
in un’atmosfera che rispecchia il malessere e l’infelicità che
contraddistingue la narrazione, e viene esaltata dalla tonalità dei colori
utilizzati nella fotografia. Il punto forte della serie però consiste nella narrazione: LemonySnickets ci spiega e analizza gli eventi
dei Baudelaire, sempre avvertendoci dei pericoli a cui incorreranno, attraverso
un linguaggio non troppo metaforico e diretto.
Tra travestimenti
vari, tutori improbabili, bambini tristi e soli, un narratore, aiutanti e
complici, Una serie di sfortunati eventi può vantare anche la presenza
di moltissimi personaggi interessanti e ben caratterizzati; primo fra
tutti il conte Olaf. Malvagio, ironico e spettacolare, il conte
interpretato da Neil Patrick Harris assume proprio i lineamenti del villain
della storia, sebbene se ne allontani allo stesso tempo. La sua malvagità sta
nel “torturare” psicologicamente gli orfani Baudelaire facendoli sentire
costantemente in trappola ed aggirando coloro che li potrebbe aiutare.
Ma i protagonisti
della serie sono i fratelli Baudelaire, che di ordinario non hanno proprio
nulla. Nati in una famiglia colta e curiosa, i Baudelaire hanno sviluppato nel
corso della loro vita delle doti che li contraddistingono dagli altri ragazzi.
Violet, la maggiore, è una grande inventrice ed ha la capacità di produrre cose
con semplici oggetti. Solitamente, quando pensa ad un’invenzione, si lega i
capelli con un nastro. Klaus è un grande lettore ed ha una potente memoria.
Ricorda qualsiasi nozione letta su libri. Sunny, la più piccola, ha denti
aguzzi e riesce a mordere qualsiasi materiale. Ed è veramente interessante
vedere come essi superano con astuzia e creatività i loro nemici.
In conclusione, “Una serie di sfortunati
eventi” è assolutamente da guardare!


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