giovedì 20 maggio 2021

CRONACA NERA (MAGGIO)


 "Tre giorni con me e quattro in famiglia".

Per questo motvo è stato riconosciuto all'amante di un operaio 39enne di Torino,

morto a ottobre in un incidente d'auto durante una trasferta di lavoro, il

risarcimento dall'assicurazione.

Risarcimento che non sarà diviso a metà con la moglie: l'assicurazione

lo verserà equamente doppio alle due donne presenti nella vita della

vittima.

Dura la battaglia, ma l 'avvocato dell'amante, Gino Michele Domenico

Arnone, può cantare vittoria dopo che la richiesta danni è stata chiusa in

via stragiudiziale: "Nessuno avrebbe potuto negare la legittimazione ad

agire a quella donna che si era qualifica come 'fidanzata della vittima'",

ha commentato su  "La Stampa".

Proprio "la fidanzata della vittima" aveva d'altronde assolto al duro

compito del riconoscimento dell'uomo deceduto nell'incidente stradale, infatti 

proprio lei era stata  rintracciata subito dalla polizia.

La moglie era arrivata in ospedale a cose fatte, dopo essere rientrata a

Torino da una trasferta.

Quello i l momento i n cui è emersa tutta la verità, tenuta nascosta per i

tre anni di matrimonio: nella vita del 39enne c'erano sia la moglie che

l'amante.

E anche l 'assicurazione si è dovuta arrendere a questo doppio amore.

Ecco perché è importante allacciare la cintura di sicurezza.

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