BATTI IL MURO di Antonio Ferrari
Ho
questo libro dalla seconda media, quando lo ho comprato per l’incontro con
l’autore, lo ho riletto un po’ di tempo fa e mi è piaciuto come allora.
Non
credo abbia una categoria ma se proprio lo metterei nella categoria romanzi.
Questo
libro, narrato in prima persona, parla dell’importanza dei libri, che hanno la
capacità di portarci lontano, anche quando vogliamo scappare, ha in se molte
riflessioni e la mia preferita è quella sul collegamento tra manicomio e
biblioteca, fatto dopo che la bambina protagonista passa in mezzo a un stradina
che appunto divide questi due edifici.
Il
titolo del libro arriva dalla frase che le persone rinchiuse nel manicomio
urlano quando Caterina passa vicino a loro, quando lei obbedisce e picchia la
mano aperta sul muro, si sentono inclusi, presi in considerazione e anche solo
questo li fa stare bene e gioire.
Caterina,
la protagonista appunto, viene rinchiusa quasi ogni pomeriggio nell’armadio
dalla madre, che fa dentro-fuori dal manicomio. Li al buio la bambina legge
grazie a una torcia e divora i libri che si compra grazie ai soldi che la nonna
le inviava. “quando la luce si spegneva, ascoltavo le voci dei vicini,
l’acqua che scorreva, o solamente i miei singhiozzi”
È
stato valutato 4,3 stelle su amazon e secondo me se le merita tutte perché fa
riflettere su molte cose ed è raccontato da una bambina quindi anche semplice.


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