CHIACCHIERE LETTERARIE: LUCA DALLA PALMA
TROVATE L'INTERVISTA SU YOUTUBE A QUESTI LINK:
https://www.youtube.com/watch?v=xHbxkBYOsD4
https://www.youtube.com/watch?v=B7vh_0O7ous
- Raccontaci un po’ di te: chi sei, quanti
anni hai, il tuo lavoro, i tuoi interessi e le tue passioni
Sono Luca, ho quasi 39 anni; che dire di me, non lo
so, le cose da dire sarebbero tante. Cosa faccio nella vita? Non ho un lavoro
ufficiale e quindi questo mi permette di poter fare tante altre cose, lo dico
sempre: se avessi un lavoro ufficiale non riuscirei a star dietro a tutto
quello che faccio. Comunque piano piano
lo scopriremo nell’intervista. Hobby e passioni; sicuramente mi piace molto lo
sport in TV visto che non lo posso fare;
sono appassionato di sci; negli ultimi anni, prima della pandemia, ho scoperto
il Baskin, che è uno sport che mette insieme disabili e non disabili e si gioca
tutti insieme e tutti si partecipa, insieme per far vincere la squadra;
purtroppo con la pandemia non è più possibile, speriamo di poter riprendere,
poi il resto lo scopriremo andando
avanti. Queste sono un po’ le mie passioni.
- Negli ultimi mesi hai ripreso gli studi
, raccontaci un po’ di questa nuova esperienza
Si
ho ripreso a studiare, proprio grazie alla pandemia. Ho sempre avuto il pallino
della psicologia, ho scoperto che c’era un università telematica che a causa
della pandemia è stata costretta a fare non solo le lezioni, ma anche gli esami
online; mi sono dato da fare, mi sono messo in gioco e a gennaio di quest’anno
ho ricominciato un po’ a studiare; sono ancora all’inizio, ho dato solo un
esame, a maggio avrò il secondo; lo faccio non tanto per un futuro lavorativo,
che se poi arriverà non lo butterò via, ma proprio per un interesse personale ,
una passione, un desiderio di conoscere, poi chissà se arriverò alla fine; in
ogni caso, ogni lezione che ho fatto è sempre qualcosa in più che so, non
bisogna mai fermarsi, le curiosità vanno sempre coltivate, devono sempre essere
soddisfatte se c’è la possibilità.
-Passiamo ora alla tua attività di
scrittore:
UN VIAGGIO CHIAMATO VITA del 2010
COME UNA CARTA CADUTA DAL MAZZO del 2015
SE UN RICORDO del 2018
quando e perché hai iniziato a scrivere?
Ti va di descriverci i tuoi lavori e da dove trai l’ispirazione per i tuoi
libri? C’è un filo conduttore che lega queste tue opere letterarie ?
Perché ho cominciato a scrivere , è stata una cosa improvvisa, come tutte le mie scelte. Io ho frequentato il liceo classico, tanti anni fa ormai, poi ho frequentato il mio primo corso universitario che è stato all’università cattolica a Brescia e dopo l’università sono rimasto a casa senza lavoro senza sapere cosa fare. All’inizio me la sono goduta, ma poi mi sono accorto che mi stavo proprio annoiando, e questa noia mi ha portato a fare una riflessione su di me e mi ha portato a dire: “Proviamo a scrivere, per capire dove sono arrivato, se il percorso fatto fino ad adesso è servito a qualcosa o è stato tutto da buttare”. Allora ho cominciato a scrivere quello che poi è diventato il mio primo libro
“UN VIAGGIO STRAORDINARIO CHIAMATO VITA”,
Poi “COME UNA CARTA CADUTA DAL MAZZO”
è arrivato 5
anni dopo il primo libro autobiografico, a causa della morte di mio papà, pochi
mesi prima, nel luglio 2014. Io ero molto in crisi, la scrittura è stata anche
in questo caso terapeutica, nel senso che questa storia nasce da un sogno che
aveva fatto mio padre pochi mesi prima della sua morte e mi vedeva come
protagonista; era un sogno veramente assurdo e abbastanza comico, per un po’ di
tempo mi ha preso in giro e quindi scrivere questo secondo romanzo partendo dal
suo sogno è stato un po’ come scrivere questo nuovo libro insieme a lui, e mi
ha aiutato un po’ a rielaborare e ad accettare il fatto che lui non ci fosse
più, almeno fisicamente.
Poi “SE UN RICORDO”
ha una storia a se, nel senso che è stato pubblicato per ultimo ma ho cominciato a scriverlo fra “Un viaggio straordinario chiamato vita” e “ Come una carta caduta dal mazzo”. Era il secondo libro dopo l’autobiografia, è stato un parto molto difficile perché ci ho impiegato molti anni , infatti è stato pubblicato nel 2018 e questo è un po’ il libro della vita, io amo tutti e tre i miei romanzi ovviamente, perché ognuno ha una storia un po’ a se, ma se il primo e il secondo libro hanno avuto come tema centrale la disabilità, perché io dico sempre che uno scrittore deve dare qualcosa veramente, deve dare qualcosa di se, ” Se un ricordo” è un racconto completamente diverso, dove c’è come protagonista una donna, e quindi mettere come protagonista una donna è stata, per me, un’avventura molto grande. Una donna che fa un’esperienza molto particolare. Questo terzo libro è nato grazie ad una chiacchierata con un mio amico, a un certo punto gli dico: “Ma secondo te, come fa una persona ad affrontare e superare un dolore? E ho immaginato che le persone che sono più in grado di affrontare le cose con energia e con voglia di superarle, che vanno fino in fondo sono proprio le donne e lo dico anche se faccio un dispetto alla mia categoria, sono convinto che le donne hanno una marcia in più. Questo libro parla di una donna, Sara, che rivoluziona la sua vita per fare i conti con il passato per risolvere un suo dramma del passato e fa un percorso, ma non ve lo racconto, altrimenti non leggete più il libro.
-Hai una presentazione di un libro, oppure
una gratificazione particolare legata ai tuoi libri che ti piacerebbe raccontare?
Ogni presentazione è un’occasione d’incontro, di
confronto, e la gratificazione è vedere che tante persone leggono volentieri i
miei romanzi e ho dei feedback molto positivi che mi riempiono di gioia, perché
il mio scopo è sempre quello di cercare di lasciare un messaggio positivo e
anche incuriosire. Lo stile del romanzo è proprio quello, a parte il primo che
è proprio autobiografico; mi piace lasciare quella curiosità, capitolo dopo
capitolo per scoprire come va avanti, come va a finire, come si sviluppa la
storia; alla fine io scrivo, parto sempre con un idea ma arrivo sempre da
un’altra parte, perché in fondo quando uno scrive sono proprio i personaggi che
racconti che si impossessano di te e raccontano loro come deve andare avanti la
storia e quindi la gratificazione è proprio questa, i feedback positivi delle
persone che leggono e dicono: “questo tuo libro mi ha fatto capire molte cose,
mi ha fatto mettere in discussione, mi ha fatto piangere e ridere allo stesso
tempo”. Queste sono le gratificazioni; un po’ quello che manca quest’anno,
mancano le presentazioni e mi dispiace tanto, per l’ultimo libro che ho
pubblicato ha avuto proprio poca possibilità di essere presentato e raccontato,
perché la presentazione è proprio una parte fondamentale secondo me nel
processo della scrittura, perché se lo
porti agli altri il tuo lavoro prende valore, ha un significato solo se
condiviso con qualcuno e spero che questa pandemia finisca presto per poter
davvero ricominciare a incontrare le persone . Una cosa che non ho detto
all’inizio, io prima della pandemia andavo spesso nelle scuole di ogni grado a
parlare della disabilità, perché la disabilità va conosciuta; la diversità fa
paura ma per farla diventare una ricchezza non dobbiamo aver paura di parlarne e
tocca proprio a noi che la viviamo
andare incontro agli altri, quindi mi mancano questi confronti con i bambini e
studenti, proprio durante una pandemia ho scritto un librettino sulla
disabilità dedicato ai bambini che spero di poter pubblicare al più presto,
quindi manca questo incontro con le persone che è la cosa più gratificante di
tutte.
-Sei sempre stato molto attivo nell’ambito
del volontariato, oratorio e negli ultimi anni sei diventato consigliere comunale . Da dove nasce questo desiderio di metterti
al servizio?
Per me il volontariato è sempre stato molto importante, per una cosa molto semplice: sono sempre stato aiutato, ho sempre avuto obbiettori che mi davano una mano a scuola e io nel mio piccolo desidero contraccambiare; io racconto sempre l’esperienza di tanti anni fa, si parla del 2006: ho fatto il servizio civile volontario all’oratorio di Piamborno; aiutavo i bambini a fare i compiti, facevamo il doposcuola, io partivo dall’oratorio con la mia carrozzina elettrica andavo a prendere i bambini a scuola e poi si tornava in oratorio, si mangiava, si giocava e si facevano i compiti; un’esperienza bellissima, dove la mia disabilità è diventata una cosa secondaria, riuscivo a mettere a pieno le mie capacità. Poi in questi anni sto vivendo l’esperienza di assessore comunale, anzi di consigliere comunale con delega all’istruzione e cultura ed è una bella esperienza anche questa se pur impegnativa; sicuramente essere amministratore comunale in questo periodo di pandemia non è una passeggiata per nessuno, questo mi permette ancora una volta di contraccambiare quello che sto ricevendo, ed ora cerco di mettermi in gioco e appunto per contraccambiare. L’oratorio è dove sono catechista e mi attivo quando posso nell’organizzazione della vita parrocchiale. L’oratorio l’ho sempre considerato la mia seconda casa e spero possa esserlo considerato casa da più persone possibili: prima non l’ho detto, la mia facoltà era scienze religiose proprio per la gestione dell’oratorio.
-Dove possiamo trovare i tuoi
libri? Naturalmente, speriamo di organizzare ad Artogne una presentazione,
Covid permettendo; che progetti hai per il futuro?
Sicuramente continuare a scrivere con l’esperienza di studio mi occupa tanto, ma la scrittura fa ormai parte di me.E poi tornare proprio nelle scuole a parlare di disabilità. Ho fatto anche dei corsi di scrittura nelle scuole; riprendere questa attività, mi piace un sacco l’incontro con le persone e spero di riprendere tutto questo e sarei felice di tornare anche ad Artogne dove mi avete sempre accolto, a fare un po’ di queste cose , e presentare la storia di Sara e della sua famiglia , sarebbe bello, speriamo si possa fare presto.
-Un grazie per la disponibilità. Per chiudere
vuoi lasciare ai nostri giornalisti , molto giovani, qualche consiglio ?






Nessun commento:
Posta un commento