NAPOLEONE HAI LI UNA BIRO
NAPOLEONE BONAPARTE
NAPOLEONE BONAPARTE
Napoleone riforma
in tempo record l'amministrazione e la giustizia, e firma nel 1801 il
Concordato con Pio VII che mette la Chiesa francese al servizio del Regime.
Poi, dopo aver scoperto e sventato un complotto monarchico, si fa proclamare
nel 1804 Imperatore dei Francesi sotto il Nome di Napoleone 1° e, l'anno dopo,
anche Re d'Italia. Sotto il suo impulso, ci sono riforme e modernizzazione in
svariati ambiti: insegnamento, urbanismo, economia, arte; di questo periodo è la
creazione del cosiddetto "Codice napoleonico", che fornisce una base
giuridica alla società uscente dalla Rivoluzione. Ma l'Imperatore è presto
preso da altre guerre: fallisce l’attacco all'Inghilterra (battaglia di
Trafalgar), ma vince contro gli Austro-Russi (Austerlitz, 1805) ed i Prussiani
(Léna, 1806), e nel1807 (trattato di Tilsit) edifica il suo grande impero. Nel
1810, preoccupato di lasciare una discendenza, Napoleone sposa Marie Louise
d'Austria che gli dà un figlio, Napoleone II. Nel 1812, intuendo l'ostilità
dalla parte dello Zar Alessandro 1°, la grande Armata di Napoleone invade la
Russia. Questa sanguinante e disastrosa campagna è l’inizio della fine,
sfociata nel 6 aprile 1814, con la rinuncia ai poteri e l’esilio. Napoleone
riuscì a rientrare in Francia nel Marzo 1815 e prova a rinascere, ma la
sconfitta di Waterloo è decisiva. Il 22 Giugno1815 viene ricacciato in una
piccolissima cittadina di una sperduta Isola (Longwood, Sant’Elena), dove una
delle più grandi figure storiche di sempre morirà il 5 Maggio 1821.
BIRO’
László
József Bíró è stato un giornalista e inventore ungherese naturalizzato
argentino. Nacque il 29 settembre 1899 a Budapest, in Ungheria, figlio di Mózes
Mátyás Schweiger e di Janka, nata Ullmann,entrambi di origine ebraica. Dopo
aver intrapreso gli studi medici, il giovane László si interessò di ipnosi, una
tecnica che al tempo godeva di una grandissima popolarità, realizzando ingenti
guadagni. Bíró abbandonò gli studi e si dedicò ai lavori più disparati: negli
anni venti e trenta fu pilota di automobili, doganiere, agente di borsa,
pittore di quadri surrealisti, scultoree collaboratore del settimanale Avanti. Nel
tempo libero, invece, Bíró si dilettava a progettare e creare congegni insieme
al fratello György, che aveva studiato chimica. Dal sodalizio tra i due
fratelli nacquero diverse invenzioni: un vetro resistente ad alte temperature,
un prototipo di lavatrice, una serratura anti-scassinamento e un cambio
meccanico automatico per auto, quest'ultimo venduto nel 1932 alla General
Motors.
Tra le invenzioni che resero Bíró celebre vi fu in particolare la penna a sfera (Biro). Una leggenda narra che l'idea definitiva gli venne osservando alcuni bambini giocare a biglie per la strada; ebbe quindi l'intuizione di inserire all'estremità di una cartuccia d'inchiostro una piccola sfera metallica libera di ruotare: la rotazione prelevava l'inchiostro e lo depositava sulla carta. L'invenzione venne perfezionata insieme al fratello György, e brevettarono il tutto il 15 giugno 1938. Assieme alla famiglia di origine ebraica, per evitare persecuzioni, Biro dovette fuggire, prima in Spagna e poi in Argentina, dove crea una società per commercializzare la sua invenzione, ma con scarso successo. Deluso, cedette il brevetto al barone italiano, naturalizzato francese, Marcel Bich, e, anche a causa della sua incapacità di gestione imprenditoriale, condusse una vita modesta. Si spense, infine, a Buenos Aires il 24 ottobre 1985.



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